Giovedì 19 novembre 2026, Ducasse-Baccarat accoglie la maison Duler per una serata all’insegna del gusto, della trasmissione e dei saperi francesi. Nell’hôtel particulier di place des États-Unis, l’universo di Patrick Duler incontra quello di un indirizzo dove gastronomia, creazione contemporanea e patrimonio cristalliero compongono una stessa arte di ricevere. Dal Quercy Blanc a Parigi, questo invito prolunga una complicità nutrita da un’esigenza comune: dare al prodotto il tempo e l’attenzione che merita.
Sotto un cielo di cristallo
Vi avevamo già presentato questa casa parigina dove Alain Ducasse e Baccarat fanno dialogare i propri universi. Al numero 11 di place des États-Unis, l’hôtel particulier accoglie una costellazione di firme artistiche, riunite attorno al cristallo e alle sue metamorfosi. Fin dall’ingresso, Harry Nuriev, di cui ricordavamo di recente l’installazione The Stage a Le Meurice, propone una lettura contemporanea dei gesti della manifattura. Il portico e il vestibolo diventano le prime sequenze di un percorso in cui ogni spazio ha il proprio linguaggio.
Nel ristorante, la scenografia ideata da Aliénor Béchu e dalle équipe di Volume ABC dispiega un cielo di pioggia cristallina. Gocce di cristallo soffiato, realizzate appositamente dagli artigiani di Baccarat, rispondono all’affresco storico del soffitto. La luce attraversa la materia, scivola sui tavoli e anima i piatti di riflessi mutevoli. Alle pareti, le sculture e i paraventi in rovere grezzo di Jean-Guillaume Mathiaut apportano la loro presenza sovrana. La densità del legno incontra la trasparenza del cristallo in un equilibrio di forza e delicatezza.
Questa sensibilità si prolunga in tutta la casa. L’anticamera immaginata da Pierre Tatin compone un bagno di colori traslucidi; nel salone di degustazione, Gérard Garouste convoca i quattro elementi con la sua opera Alchimie. Il patrimonio Baccarat si inscrive così in un’esperienza viva, portata da sguardi singolari.
L’insieme disegna una certa idea del lusso parigino: una successione di emozioni, un’attenzione alle materie, un’ospitalità che lascia al bello tutto il suo spazio. In questo scrigno, la tavola diventa naturalmente luogo d’incontro. Quella del 19 novembre farà entrare sotto il cielo di cristallo un’altra espressione dell’eccellenza francese, plasmata al ritmo delle stagioni, nelle terre del Quercy. Un incontro tra due maison i cui saperi si illuminano a vicenda, fin nei dettagli più discreti del servizio e del piatto.
Patrick Duler, chef, produttore, contadino, ristoratore e scrittore
A Lascabanes, al Domaine de Saint-Géry, Patrick Duler porta avanti dal 1984 un’opera paziente. Su terre un tempo incolte, ha costruito con la sua famiglia un luogo dove agricoltura, gastronomia e villeggiatura si inscrivono in una stessa continuità. Chef, produttore, contadino, ristoratore e scrittore, difende una convinzione che struttura l’intera maison Duler: la qualità della cucina comincia in quella del vivente.
Qui, la creazione culinaria nasce ben prima dell’ingresso in cucina. Si prepara nella terra, nell’osservazione degli alberi, nella cura dedicata alle colture. L’agroecologia guida le scelte del domaine: diversità delle piantagioni, preservazione dei suoli, complementarità delle produzioni. Questo approccio impegna una conoscenza intima dei cicli naturali e una ricerca costante di coerenza. Il gusto ne costituisce l’espressione sensibile, percepibile fin dal primo boccone.
L’orto e il frutteto, le erbe e le raccolte selvatiche, i tartufeti, i cereali, la vigna, gli ulivi e i susini compongono un paesaggio nutriente. Le uova, l’agnello dei tartufeti, le farine e il pane a lievito naturale autoctono partecipano a questa cucina di domaine. Nei laboratori e nelle cantine, i salumi, i prosciutti, le preparazioni di foie gras e i piatti cucinati prolungano questo lavoro sulla materia. Ogni produzione ha le sue esigenze, i suoi gesti e il suo calendario.
Il prosciutto Patrick Duler ne offre un’illustrazione particolarmente eloquente. La sua elaborazione associa salatura con sale naturale dell’Atlantico, cure ripetute e lunga stagionatura, senza nitriti né nitrati aggiunti. Il tempo diventa un ingrediente essenziale, accompagnato da una vigilanza quotidiana. Questa precisione artigianale dona ai prodotti della maison la loro singolarità e spiega il loro posto sulle grandi tavole francesi.
Dal Plaza Athénée alla Maison Pic, tre stelle a Valence, fino a Freia a Nantes e Fleur de Pavé a Parigi, i prodotti Duler trovano un prolungamento in cucine di sensibilità distinte. I loro chef condividono questa attenzione all’origine, alla texture e alla profondità del gusto.
Saint-Géry si scopre anche nell’intimità di un soggiorno. Solo cinque camere accolgono i visitatori, in un’atmosfera di casa abitata, tra mobili antichi e ricordi di famiglia. Questa capacità volutamente ristretta preserva un’ospitalità personale, attenta ai ritmi di ciascuno.
Pascale Duler veglia sull’accoglienza e sull’anima del luogo. Louis-Dominique prosegue con il padre il dialogo tra la terra e il piatto, accompagnando al tempo stesso lo sviluppo della vigna. Camille partecipa alla vita del domaine e alla cura degli animali; Thibault ne racconta l’universo attraverso l’immagine. La casa porta così la presenza di un’intera famiglia, riunita attorno a un patrimonio che costruisce e trasmette.
Duler da Ducasse-Baccarat: come un’aria di partita di ritorno
A Saint-Géry, gli incontri gastronomici hanno già il loro rituale. Le Nuits de Saint-Géry invitano uno chef a scoprire il domaine e a cucinare i suoi prodotti con Patrick e Louis-Dominique Duler. Un viticoltore accompagna questa creazione effimera con le sue cuvée. Il menu si costruisce sul posto, secondo i raccolti e le ispirazioni, per trentacinque ospiti al massimo. Ogni edizione conserva così il carattere di un momento singolare.
Il 31 gennaio 2026, Christophe Saintagne aveva raggiunto Saint-Géry per una serata dedicata in particolare al tartufo nero e all’orto invernale. Charles Perrin, di Château de Beaucastel, accompagnava l’incontro con sette cuvée e annate. Questa esperienza condivisa conferisce all’invito parigino una risonanza particolare: dopo aver ricevuto, la maison Duler è a sua volta accolta.
Il 19 novembre, questo dialogo proseguirà da Ducasse-Baccarat attorno a una cena unica dedicata all’incontro delle due maison. L’occasione per scoprire l’universo Duler in una cornice parigina e avvicinare i saperi del domaine all’arte della tavola di Baccarat. Il dettaglio del menu preciserà i contorni di questa serata.
Come sottolineavamo in la nostra presentazione di Ducasse-Baccarat, all’incrocio tra arte e gastronomia, l’indirizzo coltiva gli incontri tra discipline e sensibilità. Quello con Patrick Duler ne prolunga naturalmente lo spirito. Sotto il cristallo, la terra del Quercy troverà una scena all’altezza della sua esigenza.
Cena unica giovedì 19 novembre 2026
Ducasse-Baccarat — 11, place des États-Unis, 75116 Parigi.












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