Premio della moda del mondo arabo: i vincitori della seconda edizione

by PASCAL IAKOVOU
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L’Istituto del mondo arabo ha designato l’8 ottobre 2026 cinque vincitori e una menzione speciale. L’annuncio giunge pochi mesi dopo la lettera d’intenti firmata con la Fondazione Sawiris, che sosterrà l’edizione 2027.

Secondo l’annuncio dell’Istituto, la giuria ha selezionato cinque vincitori in cinque categorie, aggiungendo poi una menzione speciale per la qualità delle candidature. Il premio, giunto alla seconda edizione, mira a far conoscere la creazione, i saper fare e la diversità dei talenti del mondo arabo.

Fatma Mostafa (Egitto) riceve il premio per il talento negli accessori. Il suo studio di gioielleria contemporanea associa ricamo tessile e metallo in un’unica struttura, un metodo che l’Istituto presenta come concettuale più che decorativo.

Ibrahim Shebani (Libia e Tunisia) è premiato nella categoria imprenditoria creativa per Born in Exile. Le collezioni del marchio sono sviluppate e prodotte in Tunisia, con materiali acquistati principalmente in Italia e in Spagna.

Salim Azzam (Libano) ottiene il premio per il talento nell’eccellenza creativa e nel saper fare. I suoi capi sono realizzati con tecniche artigianali dalle artigiane del Monte Libano, a partire da motivi della regione dello Chouf.

Il premio per il talento emergente va ad Ayham Hassan (Palestina). La sua collezione di fine studi alla Central Saint Martins, IM-Mortal Magenta, figura nella mostra «The Only True Protest Is Beauty», organizzata dalla Fondazione Dries Van Noten nell’ambito della 61ª Biennale di Venezia. Secondo l’Istituto, il suo lavoro è entrato anche nelle collezioni del Victoria and Albert Museum e del MoMu di Anversa.

La menzione speciale va a Hind Hilal (Palestina). Il suo studio, HINDHILAL, con sede a Betlemme, produce edizioni limitate con produttori locali, dopo una fase di progettazione condotta internamente.

Hind Hilal – HINDHILAL Brand Image D.R
portrait Hind Hilal – HINDHILAL D.R

Il premio speciale della giuria è assegnato a Hazem Kais (Libano) per GOODKILL, maison che scolpisce, sovrappone, modella, invecchia e tinge naturalmente i propri tessuti.

Lette insieme, le schede collocano quasi sempre il luogo di fabbricazione sullo stesso piano del disegno: la Tunisia per Born in Exile, lo Chouf per Salim Azzam, Betlemme per HINDHILAL. Quelle di Fatma Mostafa e di Hazem Kais parlano soprattutto di procedimento. In questo testo l’Istituto non pubblica né i criteri di valutazione né la composizione della giuria: non si può quindi dire se questo tratto dipenda dalla scelta dei giurati o dal modo in cui sono raccontati i profili.

Il premio ha già un seguito: la Fondazione Sawiris sostiene l’edizione 2027, prima concretizzazione della lettera d’intenti firmata il 16 giugno 2026 all’Istituto. L’albo d’oro stabilisce sei nomi; non dice ancora che cosa la giuria abbia valutato, ed è ciò che i criteri del 2027 dovranno precisare.

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