Le Comptoir du Ritz Paris amplia il suo vocabolario goloso con una prima collezione permanente di cioccolati. L’interesse non sta tanto nell’abbondanza di referenze quanto nel modo in cui la Maison trasporta i suoi segni — blasone, Madeleine, fattorino — in forme commestibili molto codificate.
Il nuovo repertorio si compone di più famiglie anziché di un unico pezzo. I bonbon di cioccolato esistono fondente e al latte con pralinato alla nocciola, nonché al cioccolato bianco con pralinato al cocco. La loro superficie riprende la lettera del Ritz Paris, mentre gli orsetti di marshmallow prolungano il motivo del fattorino già associato a Le Comptoir. Sei orsetti, ricoperti di cioccolato fondente o al latte, sono proposti in un cofanetto da ottantaquattro grammi.
Le barrette sono più interessanti dal punto di vista della costruzione. La versione al cioccolato al latte associa ganache al caramello, salsa di caramello e fior di sale; quella al cioccolato fondente combina pralinato alla nocciola e caramello. Ogni barretta pesa cinquantacinque grammi. Le tavolette, da centosettanta grammi, riprendono un cuore di pralinato alla nocciola sotto un rilievo di Madeleine, altro segno del repertorio di Ritz Paris Le Comptoir.
Il pezzo più dimostrativo resta il Camée. Il suo stampo riprende il blasone del Ritz Paris; la copertura di cioccolato fondente racchiude un pralinato alle mandorle punteggiato da scaglie di mandorle caramellate. Con centottanta grammi, è anche uno dei formati più grandi della collezione. La gamma è completata da una crema spalmabile al cioccolato e nocciole da duecentoventi grammi.
La struttura dei prezzi conferma la volontà di fare del cioccolato un’estensione accessibile, ma molto controllata, dell’universo del Palace: venti euro per dieci lingottini, trentadue euro per venti, diciotto euro per sei orsetti, venticinque euro la tavoletta, sedici euro la barretta, quarantanove euro il Camée e ventiquattro euro e cinquanta la crema spalmabile. Il tutto è disponibile tutto l’anno nei due indirizzi di Le Comptoir, rue Cambon e rue de Sèvres.
Ciò che si gioca qui supera dunque la semplice diversificazione pasticcera. Il Ritz Paris trasforma progressivamente i suoi segni visivi in oggetti riproducibili — Madeleine, fattorino, blasone — capaci di circolare fuori dall’hotel. Resta da vedere fino a dove potrà estendersi questa grammatica senza perdere la precisione che oggi fa la differenza tra un ricordo di Palace e un vero oggetto di gusto.















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