Dopo un primo capitolo dedicato agli attriti che innescano l’ambizione, HUGO prosegue la sua piattaforma Red Means GO con un secondo episodio per l’autunno-inverno 2026, incentrato su ciò che segue la scintilla: la tenuta nel tempo. Il cast resta lo stesso — Aaron Altaras, Tereza Mundilová, Cato, Temitayo Famakinwa e Nick Cheo — cinque creativi internazionali riuniti non per una notorietà comune ma per la diversità dei loro percorsi, tra cinema, fotografia, pittura, curatela di mostre e musica.
L’angolazione scelta dal marchio contrasta con l’immaginario abituale delle campagne di moda, generalmente costruite sulla sicurezza ostentata. Qui, una serie di frasi volutamente scoraggianti — «Hai del potenziale, ma…», «Non è davvero un mestiere» — scandisce le immagini e i formati digitali, come altrettante voci interiori che ogni protagonista deve imparare a ignorare. Un procedimento che conferisce alla campagna un tono più psicologico di quanto ci si aspetti generalmente da un lancio stagionale.
Sul piano dell’abbigliamento, la collezione uomo punta sulla texture, con il motivo HUGO check reinterpretato in una palette invernale, dal tailoring ai capispalla, e una giacca in pelle nappa con colletto a camicia abbinata a un jeans baggy nero grezzo. Per la donna, la collezione privilegia silhouette slanciate e tagli netti: blazer monopetto in materiali patrimoniali, maglie fini e cappotti strutturati dai revers giocosi — una collezione che rivendica uno spirito anni Novanta in un atteggiamento risolutamente attuale.
La scelta del cast merita attenzione: nessuno dei cinque volti appartiene al mondo della moda in senso stretto, ciascuno essendo identificato anzitutto per la propria pratica — attore berlinese, fotografa ceca itinerante tra Berlino, Parigi e New York, artista londinese multidisciplinare, curatrice d’arte, DJ da cameretta diventato virale. HUGO scommette così su una credibilità culturale più che sulla sola forza dell’immagine, una strategia sempre più comune tra i marchi che cercano di distinguersi su piattaforme sature di contenuti simili.
Disponibile fin d’ora nelle boutique HUGO, presso i partner wholesale e su hugo.com, la collezione si inscrive nella continuità di un marchio che, dalla separazione da HUGO BOSS, cerca di affermare un’identità propria, più giovane e più radicata culturalmente. Resta da vedere se la scommessa sulla vulnerabilità messa in scena risuonerà più di una sicurezza ostentata senza sfumature — un rischio calcolato, a immagine della generazione che la campagna pretende di rappresentare.






Cette publication est également disponible en :
