Una passerella non basta sempre a raccontare una collezione. Il 17 settembre, nel Regent Quarter londinese, ANCIELA ha preferito convocare l’installazione, la performance e la materia grezza per dare corpo a SS27 x Roots, una collezione che prende il rapporto madre-figlia come punto di partenza di una riflessione più ampia sul nostro rapporto con il pianeta.
Una presentazione pensata come un dispositivo completo
Il marchio londinese di moda sostenibile, sostenuto da The Mills Fabrica ed Endurance Land, ha scelto la Fashion Week di Londra per svelare la sua collezione primavera-estate 2027 in una forma risolutamente multidisciplinare. Moda, innovazione dei materiali, installazione e performance dal vivo si sono unite per comporre un momento in cui gli ospiti non erano soltanto spettatori, ma invitati a interagire con la collezione e con le idee che la sorreggono.
La madre, la figlia e la Terra
Il filo conduttore di SS27 si riassume in un’immagine: il rapporto tra una madre e sua figlia, plasmato dalla cura, dalla protezione e dalla trasmissione del sapere, ma anche capace di portare con sé complessità, tensione, talvolta trauma. ANCIELA se ne appropria come metafora del nostro legame con la Madre Terra, interrogandosi su come la moda possa contribuire a rispondere alle sfide ambientali. La collezione segue un filo temporale tra passato, presente e futuro, chiedendosi che cosa si possa imparare dalla storia, come rispondere alle questioni del presente e che cosa occorra costruire per un futuro più resiliente. Questa riflessione si traduce concretamente in un approccio adattivo al tailoring: pannelli regolabili e maniche staccabili permettono di trasformare i capi, mentre gli strati si intrecciano, si annodano e si allacciano attorno al corpo, assecondando il movimento e le morfologie.
Materiali come racconto in sé
La collezione assembla seta vintage donata dall’artista Allegra Hicks, lana da tailoring recuperata da Orsola de Castro, oltre a cotoni deadstock abbinati a Tencel certificato e cotone riciclato. Introduce inoltre materiali di nuova generazione nati da collaborazioni con innovatori: l’AlgaFila, una fibra prodotta a partire da estratto di alghe, aria e nanotecnologia, è impiegata nelle maglie e nei capi trapuntati per la sua leggerezza e il suo potere isolante. I pezzi di accessori, dal canto loro, ricorrono a Savigne, sviluppata da Planet of the Grapes, un’alternativa alla pelle animale ottenuta da bucce d’uva pressate, raspi e vinaccioli provenienti dalla vinificazione, approvvigionata direttamente presso vigneti biologici e biodinamici della Provenza. I motivi di felce astratti che attraversano la collezione, ispirati all’oscurità stratificata della giungla, sono invece ottenuti grazie a un pigmento nero di origine biologica sviluppato da Octarine, una piattaforma di biologia sintetica dedicata a soluzioni a basso impatto ispirate al vivente.
Quando la passerella si prolunga in performance
Oltre la passerella, gli ospiti hanno potuto scoprire un’installazione dedicata alle collaborazioni di ANCIELA con i suoi partner dei materiali, prima di assistere a una performance dal vivo realizzata dalla regista Marie Lanna insieme all’artista Luzmira Zerpa. Divisa in tre atti, questa performance esplora l’ascendenza, la connessione, la trasformazione e la rigenerazione, invitando il pubblico a contribuire esso stesso a opere collettive anziché limitarsi a osservare. Un approccio coerente con la storia del marchio, che fin dalla nascita ha moltiplicato installazioni, esperienze di realtà aumentata, performance, laboratori e tavole rotonde destinati a favorire un dialogo più consapevole tra creatori, consumatori e industria della moda.






























































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