A gennaio 2025 Cynthia Fossier diventa la decima persona a ricoprire il ruolo di Cheffe de Caves di Canard-Duchêne. È anche la prima donna a farlo dopo Léonie Duchêne, che aveva fondato la maison nel 1868. L’evento passerebbe quasi inosservato se non giungesse al termine di tre anni di rinnovamento in cui la Maison di Ludes ha scelto di ribattezzare la propria cuvée di punta con il nome di quella stessa fondatrice.
Léonie Duchêne, viticoltrice, e Victor Canard, bottaio, avevano unito i loro nomi su un piano di parità nel 1868 a Ludes, villaggio Premier Cru della Montagne de Reims, una configurazione poco comune per l’epoca, che la Maison rivendica oggi come fondatrice della propria identità. Canard-Duchêne resta una delle rare maison di Champagne ancora insediate nel cuore del proprio vigneto, tra colline, un parco alberato e sei chilometri di cantine scavate nel gesso; è stata la prima ambasciatrice della missione UNESCO Coteaux, Maisons et Caves de Champagne già nel 2023.

Cynthia Fossier, trentacinque anni, ha lavorato cinque anni accanto a Laurent Fédou, che ricopriva l’incarico da vent’anni, prima di succedergli. La transizione si è costruita sulla definizione condivisa degli assemblaggi anziché su una rottura di stile. Interviene in una maison che, dall’acquisizione da parte della famiglia champenoise Thiénot nel 2003, ha avviato una ristrutturazione metodica del proprio vigneto: selezione di cru tramite partnership di lungo periodo con duecento famiglie di viticoltori, viticoltura sostenibile, certificazione biologica sulla parcella ZE 181. Le scelte tecniche seguono la stessa logica di precisione: metodo del salasso per il Rosé Iconic, vinificazione in botte per la cuvée P.181, uso di riserve perpetue nelle cuvée Léonie Iconic e Blanc de Noirs Iconic, dosaggi realizzati alla cieca. Il risultato: champagne con dosaggio inferiore a sette grammi per litro.
È in questo contesto che la Maison ha scelto, nel 2024, di ricostruire la propria piattaforma di comunicazione attorno alla firma «Crafting Connections Since 1868», a un’identità visiva rivista e a un colore di marca assunto, un verde che chiama «iconic». La collezione Iconic, portata dalla cuvée di punta Léonie Iconic, ne è diventata l’emblema commerciale: dedicata a enotecari, hotel e ristoranti, riunisce un brut senza annata, un blanc de noirs, un blanc de blancs e un rosé da salasso. Intitolare la cuvée di punta alla fondatrice, nel momento in cui una donna riprende per la prima volta dopo di lei la responsabilità dei vini, non è un caso di calendario: è il modo in cui la Maison sceglie di raccontare la propria continuità.
«In un mondo sempre più virtuale in cui tutto accelera, è a questi legami profondi che la Maison rende omaggio con audacia, attraverso il rinnovamento operato negli ultimi 3 anni», riassume Jérôme Durand, Direttore Generale.
Questa dinamica si legge anche nei dati di distribuzione. Canard-Duchêne è oggi presente in più di cinquanta paesi, referenziata nei negozi Lagardère Travel Retail, e la cuvée Léonie Iconic è stata selezionata nel 2025 da Air France — scelta portata da Xavier Thuizat, Miglior Sommelier di Francia — per i voli a lungo raggio nelle classi Economy e Premium. I concorsi internazionali sono seguiti: medaglia Master ai Champagne Masters di The Drinks Business per l’annata V2012, 92 punti su Decanter per il Blanc de Noirs Iconic, 92 punti su Wine Enthusiast per il P.181, 17,5/20 firmati Jacques Dupont per Le Point sull’annata 2018. Nel 2025 i Sommeliers Choice Awards hanno consacrato Canard-Duchêne «Winery of the Year France».
La Maison prosegue inoltre un lavoro avviato nel 2009 con la cuvée P.181 Bio Extra-Brut, dal nome della parcella da cui in parte proviene, e si è associata a Reforest’Action per ripiantare più di cinquantamila alberi nelle foreste champenoises. Un bilancio carbonico completo realizzato nel 2024 ha in particolare alimentato l’alleggerimento del 13% del flacone creato per il centenario della Maison nel 1968: una bottiglia dalla linea del collo sottile e dal fondo ampio, oggi la più leggera della sua categoria sul mercato.
Resta da vedere se questa riorganizzazione, che riguarda tanto la cantina quanto l’ospitalità — un primo «Champagne Drive» ha aperto nella tenuta di Ludes nel 2026 — reggerà oltre il ciclo di comunicazione che l’ha sostenuta. Una maison di centocinquantasette anni si giudica su più generazioni di Chef de Caves, non su una sola.

Il flacone della collezione Iconic, lanciato nel 1968 per il centenario della Maison, risponde a una logica enologica precisa: la linea sottile del collo regola l’ingresso di ossigeno e rallenta lo sviluppo aromatico del vino, mentre il fondo ampio del flacone offre uno spazio allargato sui lieviti, favorendo l’evoluzione dello champagne durante l’invecchiamento. La sua versione alleggerita, sviluppata quasi sessant’anni dopo la creazione del modello, pesa 832 grammi contro gli 835 grammi di una bottiglia champenoise classica, ovvero la bottiglia speciale più leggera attualmente commercializzata nel settore.
Leggi anche su Luxsure: Canard-Duchêne P181: un inno alla natura e all’eleganza champenoise · Canard-Duchêne reinventa la sua iconica cuvée Léonie: una nuova era per una Maison… · Canard-Duchêne V 2012: la quintessenza di un’annata eccezionale · Canard-Duchêne e il trionfo dell’annata: la quintessenza del 2012 nella cuvée V
Cette publication est également disponible en :
