Portare la camicia senza abito: gli abbinamenti più sicuri

by Pascal Iakovou
0 comments

La sera di un vernissage o di una cena d’estate, si finisce quasi sempre per posare la giacca sullo schienale di una sedia. Restano allora solo una camicia, un pantalone e pochi dettagli, ed è su di essi soltanto che poggia l’eleganza dell’insieme.

A lungo relegata al rango di biancheria intima, la camicia si porta oggi volentieri da sola, e bastano alcuni abbinamenti ben pensati per fare completamente a meno dell’abito.

Lookbook masculin aux tons urbains et cotiers

Con un pantalone con pinces, il rigore senza la giacca

È l’abbinamento più vicino all’abito e, paradossalmente, il più esigente. Senza una giacca che strutturi le spalle, tutto poggia su una camicia ben tagliata: cuciture della spalla posate esattamente sul bordo della spalla, maniche che terminano all’attaccatura della mano, code abbastanza lunghe da restare nei pantaloni quando si alzano le braccia. Infilata in un pantalone di flanella grigia o di lana fresca, una popeline bianca o azzurro pallido compone un insieme di grande sobrietà, completato da una cintura di pelle liscia e da mocassini coordinati.

Il Musée de la Chemiserie di Argenton-sur-Creuse ricorda del resto che la camicia si è evoluta nel corso dei secoli «per diventare oggi un capo che si mostra». Portata da sola, merita dunque la stessa cura di una giacca: un colletto netto, polsini stirati, nessuna piega d’armadio sul davanti.

Con un jeans grezzo, una camicia con rilievo

Con i jeans, è meglio un tessuto con rilievo. Un oxford button-down, bianco o azzurro cielo, ha esattamente la texture giusta di fronte alla tela denim, senza mai sembrare troppo elegante. Le maniche si risvoltano di due giri, sopra il polso, e si resta nello stesso registro per le scarpe: stivaletti in camoscio o derby con suola spessa.

Una sola regola: evitare i due blu identici, perché una camicia e un jeans della stessa tinta si confondono presto a pochi metri.

Sotto una maglia, il colletto in evidenza

Nella mezza stagione, la camicia si infila volentieri sotto un pullover girocollo o un cardigan sottile, in merino o in cotone. Spuntano soltanto il colletto e qualche millimetro di polsino: quanto basta per vestire una maglia che, da sola, sembrerebbe troppo semplice.

La scelta del colletto qui conta più di quella del tessuto: un colletto italiano o button-down regge meglio sotto lo scollo di un pullover di un colletto morbido, che tende ad afflosciarsi.

Aperta, come una sovracamicia

Ultima libertà, la più estiva: portare la camicia completamente aperta, su una t-shirt bianca spessa. Il lino si presta naturalmente a questo gioco, così come la flanella dall’autunno, e l’insieme assume un’aria noncurante che non ha più nulla a che vedere con il guardaroba da ufficio.

Le code restano libere, le maniche leggermente risvoltate, e un taglio un po’ più ampio del solito permette al tessuto di cadere senza tirare sulle spalle.

Leggi anche su Luxsure: AMBUSH immagina un guardaroba per il vagabondare urbano · 5000 primavera-estate 2027: Taylor Thompson fa dell’esilio una grammatica · Alberto Zambelli costruisce una stanza attorno al corpo · Roberto Baggio negli archivi di C.P. Company, un film più che una campagna

Cette publication est également disponible en : English (Inglese) Français (Francese) Deutsch (Tedesco) Español (Spagnolo) العربية (Arabo) 简体中文 (Cinese semplificato) 日本語 (Giapponese) Русский (Russo) Ελληνικά (Greco)

LUXSURE LETTER

Le luxe, sélectionné plutôt que subi.

Recevez notre sélection éditoriale consacrée aux Maisons, aux idées et aux mutations qui façonnent le luxe contemporain.

RECEVOIR LUXSURE LETTER → DÉCOUVRIR LE MAGAZINE →

Related Articles