Cointreau addomestica il peperoncino a misura di bar

by PASCAL IAKOVOU
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La Maison di Angers aggiunge un’espressione piccante al suo emblematico liquore d’arancia, pensata meno come una novità di stagione che come una risposta a un gesto che i bartender già improvvisavano, ciascuno a modo suo, dietro il bancone.

Un uso che precedeva l’oggetto

Da diverse stagioni le carte dei bar moltiplicano le declinazioni piccanti dei classici. La Margarita Originale, cocktail signature della Maison, occupa il secondo posto tra i cocktail più ordinati al mondo secondo Drinks International, mentre la sua variante piccante, la Spicy Margarita, sale al nono posto della Top 100 Cocktails di Difford’s Guide. Uno studio condotto da OnePoll per Cointreau tra il 14 e il 21 maggio 2026 su ottomila adulti nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Giappone e in Brasile conferma la portata del movimento: più di tre quarti degli intervistati consumano sapori piccanti, e il 63% almeno una volta alla settimana. Finora questa richiesta obbligava ogni bar a improvvisare la propria risposta: peperoncini infusi in casa, dosaggi disomogenei da un locale all’altro, una preparazione da rifare a ogni servizio.

Una formula per riprodurre l’intensità

Cointreau Spicy risponde direttamente a questo vincolo: un liquore d’arancia inedito da 30% vol., elaborato ad Angers, che associa la ricetta storica della Maison a una macerazione di peperoncino bird’s eye e ad aromi naturali di peperoncino, jalapeño e cetriolo. Il naso conserva i marcatori dell’arancia e della scorza prima di scivolare verso un registro vegetale ed erbaceo, poi verso una nota piccante; in bocca, le note di arance dolci e amare precedono un calore progressivo che non copre mai la freschezza dell’agrume. Un equilibrio che si allinea a un altro insegnamento dello studio OnePoll: il 64% degli intervistati preferisce un’intensità sottile o moderata, che lasci spazio agli altri sapori. «Per Cointreau Spicy volevamo ricreare una sensazione di calore e di intensità grazie agli aromi naturali di peperoncino, preservando al tempo stesso la firma dell’arancia, emblematica di Cointreau», riassume Carole Quinton, Maître Distillatrice della Maison.

Dettaglio — Cointreau Spicy ha una gradazione del 30% vol. e si presenta in bottiglia da 70 cl, al prezzo consigliato di 19,45 euro. La sua formula di riferimento — 2,5 cl di Cointreau Spicy, 4 cl di tequila, 2 cl di succo di lime, serviti con il bordo del bicchiere di sale Tajín — dà la Spicy Margarita.

La bottiglia mantiene i suoi riferimenti

Oltre alla ricetta, la Maison non tocca i suoi codici visivi: Cointreau Spicy conserva la silhouette quadrata e ambrata della bottiglia storica, su cui un vestito grafico dedicato fa del peperoncino l’elemento centrale del design. Il lancio è pensato su scala internazionale, in una quarantina di mercati, con arrivo in Francia attraverso le enoteche e poi, nell’ultimo trimestre dell’anno, da Leclerc e Carrefour. La Maison approfitta anche del calendario degli eventi per insediare la referenza: ritrova la Cocktail Street del Paris Whisky Live a fine settembre 2026, alla Halle de la Villette, dove un bar dedicato metterà in primo piano la Spicy Margarita, servita shakerata o in versione frozen, accanto ad altre creazioni pensate per il nuovo liquore — Spicy Mango Margarita, Spicy Paloma, Spicy Highball o Spicy Frozen Shot.

Dalla sua fondazione ad Angers nel 1849, la storia di Cointreau poggia in gran parte sulla capacità di trasformare una ricetta in un riferimento stabile, riproducibile in più di cinquecento cocktail nel mondo. Resta da capire se questa stessa logica di standardizzazione, applicata questa volta a una moda recente e ancora mutevole, reggerà alla distanza una volta calato l’entusiasmo per il piccante — o se il gesto artigianale, per un certo tempo scacciato dal bancone, tornerà a occuparvi il suo posto.

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