RIMOWA x Faber-Castell: l’oggetto da viaggio diventa atelier portatile

by PASCAL IAKOVOU
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Un bagaglio può essere qualcosa di diverso da un contenitore? Con l’Artist Case, RIMOWA e Faber-Castell propongono una risposta molto costruita: fare dell’oggetto da viaggio uno spazio di lavoro, pensato per il disegno tanto quanto per lo spostamento.

Il pezzo, annunciato in edizione limitata, associa l’alluminio anodizzato argento di RIMOWA a un insieme di strumenti Faber-Castell. Realizzato nello storico stabilimento di Colonia della maison di bagagli, riprende il disegno nervato dei suoi modelli Classic, un’impugnatura in pelle e un formato organizzato attorno a due vassoi. Lo scopo non è quindi travestire una valigia da oggetto d’arte: consiste nel dare una funzione di atelier a una costruzione già nota per la sua precisione industriale.

Dall’organizzazione alla pratica

All’interno, le due maison riuniscono matite di grafite 2B cofirmate, 120 matite colorate Polychromos, un temperamatite placcato platino e una gomma. L’insieme mira alle fasi molto concrete del lavoro grafico: schizzare, comporre, colorare, poi trasportare ciò che permette di ricominciare altrove. Questa logica si ricollega al rapporto di RIMOWA con l’uso e la durata, già al centro del suo ritorno a Colonia attorno alla fabbricazione.

La scelta di Faber-Castell sposta tuttavia lo sguardo. Fondata nel 1761 e ancora familiare, la maison tedesca porta qui un saper fare il cui valore non si misura solo sulla prestazione di uno strumento, ma sulla sua capacità di accompagnare il gesto. Luxsure aveva già osservato questa parentela tra strumento di scrittura e cultura dell’oggetto in occasione della collaborazione Karl Lagerfeld x Faber-Castell.

Una collaborazione che regge grazie alla materia

La custodia RIMOWA x Faber-Castell è proposta a 2.400 euro e dovrebbe essere disponibile dal 17 settembre in una selezione di boutique RIMOWA e Faber-Castell e online, secondo le due maison. Questo prezzo la colloca nel territorio del pezzo da collezione. Ma ciò che le dà coerenza è più preciso: l’alluminio è qui chiamato a patinarsi, mentre le matite sono fatte per consumarsi. L’oggetto assume così le tracce del proprio uso invece di cancellarle.

Questo incontro tra due industriali tedeschi non inventa un nuovo uso del disegno. Rimette piuttosto in circolazione un’idea semplice: gli strumenti che durano hanno un modo singolare di rendere il lavoro più presente. In un mercato in cui la collaborazione può diventare rapidamente un motivo, l’Artist Case trova il suo interesse in questa continuità tra materia, organizzazione e pratica.

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