Per i suoi dieci anni, lo studio Flora Miranda presenta Serum al SO/ Vienna, un’installazione in cui un flusso di colore digitale si ferma al tocco e compone un abito generativo. Resta visibile nella hall dell’hotel fino al 15 novembre 2026.
Flora Miranda ha segnato i suoi dieci anni presentando Serum, la sua nuova creazione, al SO/ Vienna, la cui architettura porta la firma di Jean Nouvel. L’installazione, allestita nella hall, resta visibile fino al 15 novembre 2026. Lo studio la collega alle opere di Pipilotti Rist presenti nel luogo, che saluta come pioniera della video arte e dei media.
Un flusso di colore che il tocco interrompe
Serum è un flusso digitale di colore in costante evoluzione, carico di associazioni personali. Combina design generativo, performance e abbigliamento. L’utente può sospendere il flusso toccandolo e formare le proprie associazioni. Accarezzando il proprio corpo, massaggia la pittura digitale come un abito liquido e compone così un abito generativo.
Questa creazione digitale informa nuovi capi confezionati, destinati a essere indossati nel mondo fisico. Lo studio presenta Serum come un contrappunto alla mercificazione della creazione da parte dell’IA. La sua visione sta in una frase: un mondo digitale lento ed estetico, in cui il software è un atto creativo, personalizza disegni digitali e li rende tangibili.
Costumi di scena e abiti scansionati
L’anno è stato all’insegna della danza. Il Ballet of Difference di Richard Siegal ha trovato una casa stabile allo Staatstheater Nürnberg, dove lo studio continua a ideare i costumi. In My Generation, dipinti «Smudge» stampati sui costumi commentano la cultura online. In Le Boeuf, i costumi si disfano visivamente nel corso dello spettacolo, con materiali come il rame tessuto. Rausch è realizzato esclusivamente con oggetti trovati negli archivi del teatro: grandi scenografie diventano abiti.
La coreografa Charlotte Triebus ha inoltre creato due pezzi sull’IA e sulla capacità di agire, per i quali lo studio ha ideato capi viscosi destinati ai danzatori. All’IDAF di Istanbul, in una mostra curata da Node Media Lab, ha presentato «Ready To Die»: abiti storici scansionati in 3D e poi ricreati fisicamente.
Serum, i costumi di Rausch e gli abiti di «Ready To Die» seguono lo stesso percorso: partire da un supporto digitale o da archivi per approdare a un capo che esiste fisicamente.



















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