Due inquilini su tre gestiti da BARNES Rentals erano stranieri nel 2025. Dietro questa cifra, un cambio di rotta: i grandi patrimoni internazionali non cercano più un pied-à-terre parigino, ma una residenza duratura.
Una cifra, una tendenza che accelera
Le locazioni concluse da BARNES Rentals con una clientela non residente sono cresciute del ventidue per cento nel 2025, una dinamica che l’agenzia dice di vedere accelerare nel 2026. A maggio 2026, il sessantaquattro per cento degli inquilini gestiti dall’agenzia era internazionale, di cui il quarantadue per cento americani, il trentatré per cento europei e il venticinque per cento originari del Medio Oriente.

La sicurezza come argomento patrimoniale
Secondo il Safe Cities Index 2025 dell’Economist Intelligence Unit, Parigi gode di una percezione di sicurezza superiore a quella di Londra o di New York. Per una clientela internazionale facoltosa abituata ad arbitrare tra metropoli come tra investimenti finanziari, questo indicatore pesa direttamente sulla decisione di residenza. «Questa tendenza supera ampiamente il quadro di un semplice ciclo di mercato. Illustra la capacità di Parigi di imporsi come destinazione residenziale di riferimento per una clientela internazionale facoltosa», osserva Jean de Gouvion Saint-Cyr, direttore associato di BARNES Rentals.
Il segmento ultra-premium traina i canoni
La domanda degli ultra-high-net-worth individuals — il cui patrimonio supera i trenta milioni di dollari — spinge il mercato verso l’alto: i canoni del segmento ultra-premium sono aumentati del dodici per cento nel 2025, contro il sei-nove per cento dell’insieme del mercato di fascia alta parigino, per un canone medio di quattromiladuecentottantacinque euro al mese. Il tasso di sfitto sugli immobili gestiti da BARNES Rentals resta inferiore all’uno per cento. Le aspettative di questa clientela si avvicinano ormai a quelle dell’hôtellerie di lusso: concierge dedicato, chef a domicilio, sicurezza personalizzata.

Una mappa che si ridisegna a scala di arrondissement
Il VI, VII, VIII e XVI arrondissement, così come Neuilly-sur-Seine, mantengono il loro status di riferimenti del mercato locativo di prestigio, sostenuti da una clientela in cerca di indirizzi consolidati e di istituti scolastici rinomati. Il Marais conferma la sua attrattiva per una clientela internazionale sedotta dal suo patrimonio architettonico, mentre l’XI, il XII e il XX arrondissement crescono sotto l’effetto di una domanda più giovane. Il XVII attira le famiglie in cerca di equilibrio residenziale, il XV le famiglie internazionali grazie alle sue scuole e ai suoi spazi verdi.
Dall’espatrio all’insediamento
Il movimento non si limita più ai dirigenti in mobilità professionale: famiglie francesi di ritorno dall’espatrio come famiglie internazionali si stabiliscono per il medio o lungo termine, a Neuilly-sur-Seine, Boulogne-Billancourt, Versailles o Saint-Germain-en-Laye. «Parigi sta vivendo qualcosa di piuttosto raro nella storia di una città: una rivalutazione dall’esterno. Non sono stati i parigini a decidere che Parigi era un bene rifugio. Sono state le crisi internazionali a stabilirlo», riassume Jean de Gouvion Saint-Cyr. La locazione di alta gamma parigina, a lungo soluzione di passaggio, diventa una tappa di insediamento a pieno titolo.
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