Nel settembre 2016 Tomy Gousset apriva la sua prima tavola nel 7° arrondissement di Parigi. Dieci anni dopo, Tomy & Co esiste con una chiarezza che appartiene solo alle cucine che sanno ciò che cercano.
Ci sono ristoranti che aprono per fare carriera, e altri che aprono perché il loro fondatore non ha altro modo di esistere. Tomy & Co appartiene alla seconda categoria. Nel settembre 2016, quando Tomy Gousset si insedia in rue Surcouf, nel 7° arrondissement, non ragiona in termini di mercato o di posizionamento. Cucina come pensa: con precisione, curiosità e una certa riservatezza che non è modestia ma concentrazione.
Dieci anni, nella ristorazione parigina, sono un tempo lungo. Gli indirizzi vanno e vengono, le mode si succedono, le guide cambiano criteri. Tomy & Co è lì, in rue Surcouf, e questo dice qualcosa di essenziale: una cucina che dura non è una cucina che segue, è una cucina che costruisce.
L’intuizione del 2016
Nel 2016 Parigi viveva il passaggio dal bistrot gastronomico verso qualcosa di meno definito, più personale. Cuochi di una nuova generazione, formati nelle grandi maison ma impazienti di trovare la propria voce, aprivano tavole senza stella rivendicata, senza decori sovraccarichi, senza promesse chiassose. Tomy Gousset era fra loro.
La sua cucina, franco-asiatica nelle influenze ma parigina nell’anima, ha saputo sedurre una clientela in cerca di esattamente ciò che proponeva: intelligenza senza dimostrazione, generosità senza eccesso, una tavola alla quale si torna non per obbligo sociale ma per desiderio autentico.
Un regalo per i 10 anni
Per questo anniversario, Tomy Gousset «fa un gran bel regalo»; i dettagli restano da scoprire, e questa è già di per sé una promessa. I dieci anni di una tavola come Tomy & Co non si celebrano nel rumore: si festeggiano a tavola, fra coloro che hanno capito da tempo ciò che questo indirizzo rappresenta nel paesaggio gastronomico parigino.






















































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