Dal 2014 Bvlgari ha fatto del titanio molto più di un’opzione di gamma: una firma. Ai Geneva Watch Days 2026, svoltisi dal 2 al 4 settembre, la maison italiana ha scelto di ribadirlo con tre novità che esplorano ciascuna una diversa sfaccettatura di un materiale diventato, di collezione in collezione, tanto identitario quanto lo è stato a lungo l’oro per altre manifatture.
Il pezzo più commentato è senza dubbio l’Octo Finissimo Dual Time x Vianney Halter, una prima mondiale in senso letterale: è la prima volta che Bvlgari concepisce un movimento in collaborazione diretta con un orologiaio indipendente. Declinato in due edizioni limitate, mette in dialogo il savoir-faire manifatturiero della maison con il singolare universo meccanico di Vianney Halter, figura riconosciuta dell’orologeria di nicchia per le sue complicazioni atipiche.
Al suo fianco, l’Octo Finissimo Dazzle sceglie la strada opposta alla sobrietà tecnica: una superficie incisa al laser trasforma il titanio in supporto di un’illusione ottica, giocando su riflessi e prospettive. Il trio si chiude con il Bvlgari Titanio, che reinterpreta la collezione Aluminium esistente coniugando leggerezza e precisione: la declinazione più accessibile delle tre, pensata per allargare la base di collezionisti anziché rivolgersi ai soli iniziati.
«Per Bvlgari il titanio non è mai stato una semplice scelta tecnica», riassume Jonathan Brinbaum, Managing Director di Bvlgari Watches, che parla di un materiale che permette di «ripensare le proporzioni, le sensazioni al polso e la stessa espressione dell’orologeria contemporanea». Una filosofia che la maison ha costruito con pazienza in oltre un decennio, fino a farne, con il nuovo Octo Finissimo 37, il filo conduttore di tutta la sua collezione 2026.
Ciò che colpisce in questa presentazione ginevrina è meno l’innovazione tecnica in sé — il titanio in orologeria non è più una novità — che il modo in cui Bvlgari ne ha fatto un argomento di differenziazione rispetto a concorrenti che continuano a puntare sui metalli preziosi tradizionali. Scommettendo su un materiale associato alla leggerezza e alla robustezza piuttosto che al prestigio storico, la maison romana punta su una definizione più contemporanea del lusso orologiero, in cui la prestazione al polso conta quanto la brillantezza al polso.



































































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