Christian Dior ha annunciato il 23 settembre un progetto che eliminerebbe due livelli di partecipazione tra la famiglia Arnault e LVMH. La forma della società in accomandita per azioni sarebbe mantenuta. Le regole che governeranno questa società esistono per ora soltanto come impegno a pubblicarle.
Oggi la famiglia Arnault controlla LVMH attraverso tre società sovrapposte. Agache detiene la totalità di Financière Agache, che possiede il 96,00% del capitale di Christian Dior e il 97,10% dei suoi diritti di voto. Christian Dior detiene a sua volta una quota di LVMH, e Financière Agache ne detiene un’altra direttamente: il 6,77% del capitale, l’8,49% dei voti. Agache ne conserva una terza, dello 0,51%.
Il progetto eliminerebbe questi livelli. Financière Agache sarebbe assorbita da Agache, poi Agache da Christian Dior. Christian Dior diventerebbe al contempo una società in accomandita per azioni e assumerebbe il nome di Agache. Questa società unica, quotata a Parigi da oltre trent’anni, deterrebbe il 49,76% del capitale di LVMH e il 65,55% dei diritti di voto. Il gruppo familiare nel suo complesso ne possiede oggi il 50,33% e il 66,27%.
Ciò che la forma in accomandita blocca
Lo scarto tra il 49,76% del capitale e il 65,55% dei voti dipende dai diritti di voto doppio, già in vigore in LVMH. La forma in accomandita aggiunge un secondo livello di protezione. Una società in accomandita per azioni distingue gli accomandanti, azionisti che apportano capitale, dagli accomandatari (commandités), che rispondono illimitatamente dei debiti e dirigono la società tramite un gerente. In questo caso, gli accomandatari sarebbero Agache Commandité e Bernard Arnault, che sarebbe anche gerente. La famiglia aveva già adottato questa forma per Agache nel 2022. Nel suo comunicato, Christian Dior presenta il suo mantenimento come la volontà della famiglia di garantire la perennità del proprio controllo su LVMH.
I diritti finanziari degli accomandatari sarebbero identici a quelli di Agache oggi, limitati a tre milioni di euro l’anno. Il tetto limita ciò che rende lo status di accomandatario, ma non ciò che esso permette di decidere.
Un Consiglio di sorveglianza riunirebbe membri attuali del consiglio di amministrazione di Christian Dior e nuove personalità esterne, tra cui indipendenti ai sensi del codice Afep-Medef. Le regole di designazione e sostituzione della gerenza, i poteri degli accomandatari e quelli del Consiglio di sorveglianza saranno esposti in un documento informativo depositato presso l’AMF, pubblicato un mese prima dell’assemblea generale. Saranno queste regole a dire se l’accomandita è un semplice rivestimento o un blocco effettivo. Non sono note a oggi.
Un’offerta al 95% del patrimonio netto rivalutato
La trasformazione in accomandita obbligherebbe la famiglia a depositare un’offerta pubblica di ritiro, regolata in contanti, sulle azioni Christian Dior che non detiene, ossia il 2,44% del capitale, circa 1,63 miliardi di euro al corso del 22 settembre. Non sarebbe seguita da un’esclusione obbligatoria (squeeze-out). Gli azionisti di minoranza potrebbero quindi vendere o restare nel capitale di Agache SCA.
Il prezzo proposto sarebbe pari al 95% del patrimonio netto rivalutato di Christian Dior, calcolato per trasparenza sulla media a un mese della quotazione di LVMH. A titolo illustrativo, alla data dell’annuncio, il patrimonio netto rivalutato risulta pari a 493,74 euro per azione e il prezzo a 469,05 euro, acconto sul dividendo di 6,05 euro compreso. Questo prezzo supera del 27,3% il corso di chiusura del 22 settembre, del 21,6% la media a un mese (385,84 euro) e del 12,5% la media a tre mesi (417,11 euro). La cifra finale dipenderà dalla quotazione di LVMH cinque giorni lavorativi prima dell’assemblea.
Il prezzo si colloca quindi al di sopra del mercato ma al 5% al di sotto del valore degli attivi sottostanti. Un comitato ad hoc del consiglio di amministrazione proporrà un esperto indipendente, incaricato di redigere una relazione sull’equità di tali condizioni.
Il calendario e ciò che resta da decidere
Una prima assemblea straordinaria deve anzitutto trasformare Christian Dior in società per azioni, non esistendo una via diretta dalla società europea alla società in accomandita per azioni. Le assemblee di Christian Dior e di Agache si pronuncerebbero a dicembre 2026 e l’operazione sarebbe realizzata a fine dicembre. L’offerta seguirebbe nel primo trimestre 2027, dopo la decisione di conformità dell’AMF. Il progetto presuppone inoltre deroghe all’obbligo di depositare un’offerta pubblica, da richiedere all’AMF per Christian Dior e per LVMH.
Nulla di tutto questo è acquisito. Il rapporto di cambio tra azioni Agache e azioni Christian Dior, verificato da un commissario alla fusione, e lo statuto di Agache SCA restano da pubblicare. Il numero di livelli tra la famiglia e LVMH conta meno di questi testi.
Catena attuale: Agache → Financière Agache → Christian Dior → LVMH. Catena prevista: Agache SCA → LVMH. Partecipazione diretta prevista: 49,76% del capitale, 65,55% dei voti. Partecipazione familiare totale a oggi: 50,33% e 66,27%.
Cette publication est également disponible en :
