Prada The Skirt: ciò che una gonna permette di spostare

by PASCAL IAKOVOU
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Una sola gonna, e tutto il resto in variazione. Per la primavera-estate 2027, Miuccia Prada e Raf Simons si impongono un vincolo: una silhouette grafica, lineare, modernista, che non si muove. Ciò che si muove è ciò che vi si applica e ciò di cui è fatta.

Il velcro, anzitutto, non è nascosto. In colori a contrasto, fa da supporto a ricami di cristalli e continua a chiudere. Aprire o richiudere la gonna ne cambia la forma, e scopre o nasconde il decoro. I bottoni a pressione metallici, ingranditi, diventano gioielli. La crinolina, di solito nascosta all’interno, passa all’esterno, strato decorativo o guscio protettivo.

I materiali operano lo stesso spostamento. Il cotone cerato opaco e il Re-Nylon, tessuti d’uso industriale, vengono plissettati, un gesto che è loro estraneo. Il cotone assume l’aspetto della pelle o del camoscio. Gonne-gioiello ricompongono un guipure in cristallo, mentre altre sfoggiano stampe floreali dall’aspetto dimesso, sia in cotone sia in sintetico.

Intorno a essa, ciò che le sta accanto conta. Un maglione, una camicia, un top da reggiseno: ciascuno orienta la lettura della gonna, che diventa il frammento di un insieme.

Resta una gonna plissettata che si estende oltre il corpo. La sua materia libera si tiene in mano, e il gesto di chi la indossa cambia con essa.

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