Dieci anni, un primo ingresso nel calendario ufficiale della Paris Fashion Week, una nuova campagna con Philippine Leroy-Beaulieu e Satheene Sednaoui: la Maison Alexandra Golovanoff scandisce, in questa stagione, i momenti salienti di un anniversario che non vuole trattare come un semplice bilancio, ma come una tappa di accelerazione. È in questo contesto che presenta una collaborazione esclusiva con Le Costes.
Scegliere di segnare un decennio di esistenza con una collaborazione anziché con una retrospettiva dice qualcosa del modo in cui la maison concepisce il proprio racconto: meno un patrimonio da commemorare che una traiettoria da prolungare. L’ingresso nel calendario ufficiale della Paris Fashion Week, in particolare, colloca Alexandra Golovanoff in una categoria diversa da quella di un marchio ancora emergente — un cambio di status che la collaborazione con un’istituzione così consolidata come Le Costes viene a rafforzare piuttosto che a contraddire.
L’associazione non ha nulla di un avvicinamento di circostanza. A pochi passi dal flagship Alexandra Golovanoff di rue du Mont-Thabor, Le Costes fa da tempo parte della Parigi della creatrice — un indirizzo mitico, nel cuore della città, che appartiene tanto ai parigini quanto ai visitatori di tutto il mondo. Un luogo familiare, dice, dove si sente a casa, grazie in particolare all’amicizia che la lega al suo fondatore, Jean-Louis Costes, di cui ammira lo spirito imprenditoriale e la singolarità della visione. Quest’ultimo, del resto, non è da meno negli elogi: «20 anni a sfiorarci… 2 anni a conoscerci, a conoscerci meglio… E Alexandra Golovanoff mi propone… Mi piace, mi piace tutto, mi piace tanto!!!»
La collaborazione richiama, in filigrana, due generazioni di uno stesso gusto. L’Hôtel Costes storico, immaginato da Jacques Garcia, fa eco all’universo neoclassico dei genitori della creatrice, nel quale è cresciuta. Il nuovo Costes, decorato da Christian Liaigre, corrisponde, dice, di più ai suoi gusti di oggi — due sensibilità estetiche che si rispondono e nutrono il suo immaginario di creatrice.
Da questa doppia filiazione nasce una domanda semplicissima, all’origine della capsule: che cosa si ha voglia di indossare quando si rientra al Costes dopo una giornata frenetica a Parigi? Pensata come un guardaroba unisex, la collezione riunisce un jogging e una felpa in cotone e cashmere, un cappellino in pelle, una T-shirt ricamata con il logo della collaborazione, oltre al cardigan Mila — modello emblematico della maison — proposto per l’occasione in un colore esclusivo Costes. Capi pensati per non cedere nulla allo stile, da indossare in camera prima di scendere a prendere un caffè, di passare alla spa o di uscire per Parigi.
La scelta del cardigan Mila come pezzo forte di questa capsule non è casuale: modello già identificato con la griffe, permette alla collaborazione di restare leggibile come un prodotto Alexandra Golovanoff prima che come un prodotto Costes, con il solo colore esclusivo a firmare l’appartenenza a questa parentesi comune senza stravolgere la silhouette della maison. Un modo di collaborare senza dissolversi, mentre tante altre capsule alberghiere scelgono al contrario di fare tabula rasa del guardaroba abituale del marchio ospite.
«Jean-Louis è unico, e il Costes gli somiglia», riassume Alexandra Golovanoff. «Ammiro la sua visione, la sua integrità, e amo l’amico che è diventato. Al Costes mi sento a casa, ma continuo a sognare. È piuttosto raro». La collaborazione sarà disponibile in esclusiva al Costes e al flagship parigino della maison — un guardaroba da appartamento, insomma, per un’amicizia che non lo è.





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