Nel Marais, Sandro mette alla prova la durata

by PASCAL IAKOVOU
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La riapertura della prima boutique Sandro nel Marais potrebbe essere letta come un semplice esercizio di retail. Il progetto è più interessante se lo si guarda come un laboratorio di invecchiamento: acciaio a vista, rovere massello, pietra, oggetti antichi e illuminazione volutamente domestica compongono uno spazio pensato per patinarsi anziché restare nuovo.

All’incrocio tra rue Vieille-du-Temple e rue des Francs-Bourgeois, Sandro torna al suo indirizzo storico con un nuovo concept architettonico sviluppato dallo studio HAOS e dall’Atelier Franck Durand. Lo spazio donna si estende su centotrenta metri quadrati, mentre la boutique uomo, situata nello stesso isolato, occupa novanta metri quadrati.

Il sistema di nicchie costituisce l’ossatura del progetto. Gli abiti e gli accessori sono disposti come in una cabina armadio, anziché secondo i codici classici di una boutique in cui la circolazione deve orientare subito verso il prodotto. L’ispirazione dichiarata mescola movimento industriale, minimalismo di Donald Judd, universo shaker, architettura brutalista, mobili giapponesi tradizionali e riferimenti a Hans van der Laan o John Pawson.

La tavolozza è volutamente ridotta: acciaio, rovere massello e pietra. Le superfici alternano intonaco e lacca. L’acciaio è usato con assemblaggi visibili, saldature assunte e fissaggi a vista, poi rivestito con vernici industriali.

Il lavoro sui materiali prolunga questa logica. HAOS ha sviluppato prototipi e campioni per riprodurre, in un concept destinato a essere diffuso più ampiamente, alcune qualità associate alla fabbricazione artigianale: irregolarità controllata, densità delle texture, presenza della mano e capacità di patinarsi.

La luce partecipa della stessa strategia. Anziché un’illuminazione uniforme, le boutique utilizzano sorgenti visibili: faretti a vista, lampade HAOS in legno e carta giapponese, ma anche lampade vintage polacche degli anni Settanta.

La dimensione culturale si gioca negli oggetti. Una panca portoghese del Seicento in castagno è stata conservata nel suo stato molto patinato. Una statuetta in legno scolpita a mano in Italia a metà del Novecento dialoga con un’opera in acciaio e legno dell’artista Jim Rose.

Questa scelta è coerente con il luogo. Il Marais è diventato uno dei territori più densamente saturi di commercio di Parigi. Riaprire qui il primissimo indirizzo di Sandro dà al progetto un’altra portata. La Maison, fondata da Evelyne Chetrite nel 1984 e oggi presente in più di settecentocinquanta punti vendita, torna al suo punto di partenza nel momento in cui la sua rete è diventata mondiale.

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