Kilian Paris trasforma il cocktail in architettura olfattiva

by PASCAL IAKOVOU
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Tre profumi, tre drink di riferimento, ma soprattutto tre profumieri identificati. Con *The Cocktails*, Kilian Paris trova il suo argomento migliore nella costruzione delle formule piuttosto che nell’immaginario della festa: Calice Becker firma *Sparkling Royal*, Mathieu Nardin compone *Piña Paraíso* e *Midnight Espresso*.

La collezione, lanciata il 1° settembre 2026, prolunga *The Liquors*, territorio già consolidato da Kilian Hennessy attorno agli spiriti. Questa volta la Maison si interessa non al liquido grezzo ma al cocktail, cioè a una ricetta costruita per strati. È proprio questo a rendere interessante la traduzione in profumo.

*Sparkling Royal*, ispirato al Kir Royal, è il più teso dei tre. Calice Becker associa menta marocchina, limone d’Italia, un accordo di ribes nero selvatico e rosa bulgara, prima di una base di fava tonka del Brasile tostata e di muschi. La posta in gioco è meno riprodurre letteralmente un bicchiere che ricrearne il movimento: freschezza, frutto nero, poi profondità.

Mathieu Nardin prende una direzione più solare con *Piña Paraíso*. L’ananas e l’essenza di rum aprono la composizione, seguiti dal cocco e dal frangipani, poi dalla vaniglia Bourbon del Madagascar e dalla fava tonka del Brasile. Il profumiere riprende così gli elementi riconoscibili di una Piña Colada ridistribuendoli secondo la logica di un profumo.

*Midnight Espresso* spinge ancora oltre la trasposizione. Caffè Arabica ed essenza di rum formano l’attacco; un accordo di cioccolato fondente e una nocciola tostata strutturano il cuore; vaniglia Bourbon del Madagascar e benzoino del Siam chiudono la composizione. Dove lo storytelling evoca un jazz club newyorkese, la realtà tecnica più interessante resta questo passaggio dal registro tostato alla resina e alla vaniglia.

Le tre acque sono proposte in settantacinque millilitri al prezzo di centoquarantacinque euro. Condividono dunque lo stesso formato e lo stesso livello di prezzo, il che permette di leggere la trilogia come un insieme piuttosto che come tre lanci isolati.

Kilian Paris ha spesso utilizzato l’universo degli spiriti come firma culturale. *The Cocktails* mostra che questo territorio può ancora evolversi a condizione che l’analogia sia sostenuta da vere scelte di composizione. La prossima posta in gioco sarà vedere se la Maison continuerà a esplorare la mixology come metodo olfattivo, o se questa trilogia resterà un esercizio puntuale attorno a riferimenti immediatamente riconoscibili.

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