Due villaggi, due letture della vendemmia 2020

by PASCAL IAKOVOU
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Boizel arricchisce la sua collezione Monocrus con due cuvée della stessa vendemmia ma di territori diversi: Avize e Tours-sur-Marne. L’interesse non sta nell’affiancare due bottiglie da festa, ma nell’osservare come la Maison isoli due villaggi per rendere leggibile ciò che l’assemblaggio champenois solitamente cancella.

La collezione Monocrus è stata creata nel 2025 da Florent e Lionel Roques-Boizel. Nel 2026 accoglie Avize 2020, blanc de blancs Grand Cru elaborato esclusivamente con chardonnay, e Tours-sur-Marne 2020, blanc de noirs Grand Cru proveniente esclusivamente da pinot noir. Entrambe le cuvée hanno invecchiato cinque anni sui lieviti.

Ad Avize, sulla Côte des Blancs, Boizel ricerca una lettura verticale dello chardonnay: tensione, mineralità gessosa e sapidità. Il registro aromatico annunciato associa acacia, biancospino, agrumi, brioche e mandorla tostata. A Tours-sur-Marne, alla giunzione tra Montagne de Reims e Vallée de la Marne, il pinot noir costruisce una materia più ampia, con frutti maturi, brioche, burro fresco, pralinato, spezie e note leggermente tostate.

Entrambe le referenze sono commercializzate allo stesso prezzo consigliato, settantacinque euro, e ciascuna limitata a quattromila esemplari. Questa simmetria rende il confronto particolarmente chiaro: stessa vendemmia, stessa durata sui lieviti, stesso livello di prezzo, ma vitigni e villaggi diversi.

Boizel completa questa lettura con Joyau Chardonnay 2014, assemblaggio di chardonnay provenienti da Avize, Le Mesnil-sur-Oger e Vertus. Questa cuvée, proposta a centoquaranta euro, richiama l’altro versante del lavoro champenois: dopo l’isolamento del cru, il ritorno all’assemblaggio come firma di Maison.

La collezione diventa così meno una selezione stagionale che un piccolo esercizio di pedagogia viticola. Resta da documentare ciò che il dossier non fornisce ancora: dosaggio, fermentazione, proporzione di un’eventuale riserva e scelte precise di affinamento. Sono questi dati che permetteranno, a lungo termine, di confrontare non solo i terroir rivendicati ma anche il modo in cui la cantina sceglie di interpretarli.

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