Daniel Roth Extra Plat Rose Gold Gilt: l’arte della cancellazione

by PASCAL IAKOVOU
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Esiste, nell’orologeria indipendente, una categoria di gesti che non consistono nell’aggiungere ma nel togliere. Il quadrante gilt appartiene a questa rara famiglia: non vi si stampa nulla, vi si rivela. È questa tecnica, quasi dimenticata, che Daniel Roth resuscita sul suo nuovo Extra Plat Rose Gold Gilt, un orologio che costruisce tutta la propria presenza sull’idea che la materia, se lavorata a dovere, parli meglio del decoro.

Un quadrante che non si stampa, si rivela

La maggior parte dei quadranti orologieri riceve le proprie iscrizioni tramite tampografia: un inchiostro depositato in superficie. Il procedimento gilt inverte questa logica. Sul nuovo Extra Plat, i numeri romani, il nome della maison e il numero individuale del quadrante non vengono aggiunti, ma ritagliati in negativo in una platina d’oro massiccio, prima di essere mascherati con vernice e sottoposti a più bagni galvanici che fanno nascere, immersione dopo immersione, un nero profondo la cui intensità è giudicata a occhio dall’artigiano. La smascheratura finale lascia allora apparire le iscrizioni così come erano fin dall’inizio: oro, semplicemente reso visibile sotto la superficie nera. L’effetto, impossibile da ottenere con la stampa, risiede in questa sovrapposizione: i caratteri sembrano emergere dal quadrante piuttosto che esservi stati posati, e cambiano intensità a seconda dell’angolo di visione e della luce, come se respirassero.

Questo lavoro si basa su un’arte ancora più antica, quella della guillochatura: l’incisione manuale, al tornio a guillochare, che struttura la superficie ancor prima che inizi il processo del gilt e che, una volta terminato il quadrante, accentua i giochi di riflessi tra l’oro e il nero.

Il calore dell’oro rosa

Daniel Roth veste questo nuovo esemplare con una cassa in oro rosa 5N, lega la cui tonalità calda addolcisce le linee della celebre cassa a doppia ellisse della maison. Abbinato a un cinturino in pelle nera, colloca l’orologio in un registro discreto, lontano da ogni ostentazione: la raffinatezza risiede nella materia e nel gesto, non nell’ostentazione.

Il calibro DR002, un’architettura pensata per la sottigliezza

Sotto questo quadrante lavora il calibro manifattura DR002, movimento a carica manuale di 143 componenti, interamente visibile attraverso il fondello trasparente. Concepito per sposare la sottigliezza della cassa a doppia ellisse, presenta una frequenza di 4 Hz e una riserva di carica di 65 ore, con finiture eseguite a mano: angolatura, smussatura dei ponti, spigoli lucidati uno a uno. Daniel Roth aggiunge un dettaglio sensoriale, quasi aneddotico ma rivelatore dell’attenzione riposta nel minimo dettaglio: il meccanismo di carica emette, a ogni giro della corona, un ticchettio volutamente percepibile.

Ciò che questo pezzo racconta, in fondo, va oltre la semplice questione tecnica del quadrante. Ricorda che nell’alta orologeria la modernità non consiste sempre nell’inventare, ma talvolta nel ritrovare un gesto che l’industria aveva accantonato, e nel portarlo fino alla sua forma più compiuta. Resta da sapere per quanto tempo questo tipo di sapienza artigianale, che poggia interamente sull’occhio e sulla mano di un artigiano, potrà continuare a esistere alla scala richiesta da una maison orologiera.

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