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John Axelrod all’Auditorium di Milano alla testa dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi

by pascal iakovou
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Il direttore statunitense John Axelrod è ritornato lo scorso 17 febbraio all’Auditorium di Milano alla testa dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi . Allievo, tra gli altri, di Leonard Bernstein a Milano aveva diretto al Teatro alla Scala una memorabile edizione di “Candide”con la regia di Robert Carsen . Ora è stato da poco nominato direttore musicale principale dell’Orchestre National des Pays de la Loire e direttore musicale del Festival “Hollywood in Vienna” con la Radio Sinfonie Orchester della ORF (oltre ad avere fondato la Houston Orchestra X) . Lo scorso 16 dicembre aveva diretto il più bel concerto (a nostro avviso) dell’attuale stagione dell’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi con un’esecuzione da manuale della Terza Sinfonia di Robert Schumann “Renana” ed un’indimenticabile lettura ritmicamente e mentalmente implacabile e da lasciare senza respiro della Quinta Sinfonia di Tchaikovsky come è veramente raro ascoltare in questa partitura spesso
affrontata dagli interpreti con molta superficialità, letture che miglioravano ad ogni replica (3 per ogni concerto) . Ora è ritornato con la Nona Sinfonia di Gustav Mahler, tra i suoi compositori preferiti, ma il compito era arduo in quanto la partitura mancava all’Auditorium dal 2002 quando era stata diretta da uno dei suoi massimi esecutori a livello internazionale (ovviamente dopo Claudio Abbado che rimane in cima alla classifica) ovvero Riccardo Chailly . La sua lettura è molto distante : se quella di Chailly era molto viennese, la analizzava in ogni minimo dettaglio come in una radiografia clinica, e la avvicinava ai suoi comtemporanei (Schonberg, Berg , Webern) , non senza momenti di visionarietà che la proiettavano in un futuro indefinito, quella di John Axelrod la avvicina piutosto ai compositori americani del ventesimo secolo (Copland , Ives ma anche Strawinsky) con una gestualità spettacolare, una agogica sorprendente ed avolte ad effetto (non nel senso peggiore del termine), una struttura muscolarmente molto robusta e tempi strettissimi (circa 80 minuti) . Perfetta come sempre l’intesa con l’Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi . Ma le sorprese, a nostro avviso, arriveranno nuovamente dal prossimo concerto che lo vede nel cartellone all’Auditorium di Milano , il 17 marzo di quest’anno, in cui eseguirà il “Don Juan” di Richard Strauss, la suite dal “Rosenkavalier” ed il Primo Concerto per pianoforte ed orchestra di Franz Liszt, solista Benedetto Lupo . Sala come sempre piena e pubblico entusiasta . Ulteriori
informazioni si possono ricercare sul sito www.laverdi.org .

Giacomo Di Vittorio

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