Il rye whisky, cereale di carattere a lungo associato alle distillerie nordamericane, trova in Francia un inatteso terreno di sperimentazione. Fondata da Antoine Gravouil, Olivier Carsoule, Éric Lafon e Jean Dujardin, Aventure si presenta come la prima distilleria francese dedicata al rye whisky. Svela oggi Nomad, una collezione sperimentale ed effimera di single cask prodotti in quantità limitate e numerate, pensata come un invito al viaggio attraverso le molteplici influenze dell’invecchiamento sulla segale.
Tre botti, tre geografie del gusto
La collezione Nomad non gioca sulla diversità dei cereali ma su quella delle botti. Ogni cuvée parte da un distillato 100 % segale biologica francese, invecchiato interamente in una botte di primo riempimento accuratamente selezionata. Il Single Cask Ex Mezcal è maturato 52 mesi in un’ex botte di Mezcal Koch, originaria di Oaxaca, in Messico: al naso rivela note vegetali ed erbacee, mentre al palato unisce fumo d’agave e freschezza cerealicola della segale in un finale lungo e teso. È proposto in 165 bottiglie a 48,2 % vol., al prezzo di 109 euro.
Il Single Cask Ex Rhum, invecchiato 36 mesi in un’ex botte di rum urbano di Bordeaux Distilling Co., prende una direzione più golosa, con aromi di vaniglia e caramello al naso, un palato ampio dalle note leggermente legnose e speziate, e un finale potente e persistente. Conta 244 bottiglie a 51,3 % vol., vendute a 89 euro. Il Single Cask Ex Imperial Stout, infine, ha trascorso 37 mesi in un’ex botte di Imperial Stout del birrificio Pophin: cacao e caffè appena tostato al naso, cioccolato fondente, frutti neri e cereali tostati al palato, per un finale complesso. È disponibile in 312 bottiglie a 46,4 % vol., al prezzo di 79 euro.
La trasparenza come firma
Per ogni referenza, Aventure indica l’origine esatta della botte e la durata precisa della maturazione, ritenuta ottimale dalla distilleria all’interno del proprio chai urbano bordolese. Questa trasparenza, rara in un settore in cui l’origine delle botti di finitura resta spesso vaga, si inscrive in un approccio dichiarato di ricerca e di pedagogia attorno alla segale. Prodotte in serie limitate, numerate e non rinnovate, le cuvée Nomad sono destinate a evolvere ogni anno secondo gli esperimenti della distilleria, piuttosto che cristallizzarsi in una gamma permanente.
Questa scelta editoriale, trasformare ogni botte in un oggetto singolare anziché in una variazione di una ricetta fissa, colloca Aventure in una categoria particolare del panorama degli spirits francesi: quella delle maison che costruiscono la propria identità non sulla riproducibilità di un gusto, ma sull’accumulo di racconti di botte. In un momento in cui il whisky francese cerca ancora di definire la propria grammatica, lontano dai codici scozzesi o americani, Nomad scommette che l’incertezza dell’invecchiamento, più che il suo controllo totale, possa diventare un argomento di desiderabilità.
Resta da vedere se questa logica di collezione viva, rinnovata ogni anno senza mai ripetersi, saprà fidelizzare un pubblico di appassionati abituati a ritrovare, da una bottiglia all’altra, la firma costante di una maison. Con Nomad, Aventure scommette sull’opposto: dare a ogni botte il diritto di raccontare la propria storia, anche a costo di non raccontarla mai due volte.







































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