Rosewood Phnom Penh espone venti opere di Sothy Chhim fino al 30 novembre. Sacchi di riso riutilizzati offrono alla memoria khmer un supporto attraversato da altre storie.
Un supporto conserva tracce prima di ricevere la pittura. In Heritage, Sothy Chhim utilizza, tra l’altro, sacchi di riso bianchi riutilizzati, provenienti dalla Costa d’Avorio. Rosewood Phnom Penh presenta venti opere dell’artista cambogiano nella sua galleria al 35º piano, con ingresso gratuito fino al 30 novembre 2026.
Il supporto partecipa al racconto
Il comunicato della mostra descrive cuciture visibili, superfici materiche e materiali sovrapposti. Queste caratteristiche conferiscono ai sacchi una presenza che va oltre la loro funzione di fondo. Il loro percorso tra più territori si ricollega a un lavoro dedicato alla memoria, all’identità e alla trasmissione.
Laureato alla Reale Università di Belle Arti di Phnom Penh, Sothy Chhim inscrive la propria pratica nei riferimenti culturali khmer. Qui, il loro incontro con un materiale di circolazione propone un modo di pensare l’eredità come qualcosa che si trasforma a contatto con il presente.
La traccia piuttosto che la decorazione
L’interesse di questa scelta risiede nello statuto accordato all’usura e alla cucitura. Conservate nell’opera, possono impedire al supporto di diventare una superficie neutra. Fanno esistere una durata anteriore all’immagine, che la pittura prolunga anziché cancellare.
Questa lettura va confrontata con le opere stesse; non pretende di sostituire la visita. Offre tuttavia al visitatore un preciso punto di attenzione: osservare come ciascuna composizione accoglie i segni della materia e che cosa questa coesistenza cambia nella nostra idea di trasmissione.

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