Nessuno stilista spagnolo aveva, prima di questa settimana, presentato una sfilata sul tetto del Rockefeller Center. Custo Barcelona, maison catalana, ha appena colmato questa assenza presentandovi «Unexpected», la nuova collezione primavera-estate 2026-2027, durante la New York Fashion Week.
La scelta del luogo non è casuale. Insediandosi su uno dei tetti più riconoscibili dello skyline newyorkese, Custo Barcelona riafferma un rapporto con la città che va oltre il semplice calendario delle Fashion Week: New York occupa, nella traiettoria internazionale del marchio, un posto che il comunicato definisce fondativo. Questo ritorno alla passerella newyorkese, da un’enclave mai occupata da uno stilista spagnolo, funziona così come una dichiarazione tanto quanto come una sfilata.
«Unexpected» prende l’inatteso come punto di partenza di una collezione che rivendica identità, energia e libertà creativa. Fedele al DNA della maison, combina artigianalità e innovazione attraverso silhouette fluide, trasparenze, volant, pizzi e tessuti vaporosi. I toni pastello e le tinte della terra si mescolano a riflessi luminosi, patchwork, sovrapposizioni e dettagli ricamati, per un’estetica che il marchio descrive come contemporanea, sensuale e architettonica: una collezione pensata, nei suoi stessi termini, come una celebrazione dell’individualità e dell’espressione di sé.
Le immagini e il video della sfilata portano la firma del fotografo Guillem Broglia, una scelta che sottolinea l’importanza attribuita dalla maison alla documentazione visiva di questo evento, al di là della sfilata in sé.
Da diverse stagioni la New York Fashion Week moltiplica i luoghi inattesi per ospitare le sfilate, dai rooftop ai vecchi magazzini industriali riconvertiti. Ma il Rockefeller Center occupa, in questo inventario di luoghi emblematici, un posto a parte: simbolo architettonico dell’Art Déco newyorkese, non apparteneva finora al vocabolario abituale della moda, il che rende ancora più significativo il fatto che nessuno stilista spagnolo vi avesse mai presentato una collezione prima di Custo Barcelona.
Il vocabolario estetico dispiegato in «Unexpected» — silhouette fluide, trasparenze, pizzi, patchwork e ricami — si inscrive nella continuità del linguaggio che la maison catalana ha costruito nel corso delle collezioni precedenti, piuttosto che in una rottura pensata per l’occasione. È forse ciò che rende la scelta del luogo ancora più forte: la collezione stessa non cerca di impressionare per la novità del suo vocabolario, ma per lo scarto tra il suo universo abituale, piuttosto intimista, e la monumentalità del sito scelto per presentarla.
Il termine «regresa» impiegato dalla maison per qualificare questo ritorno a New York suggerisce un’assenza precedente di cui il comunicato non precisa la durata. Questa scelta di vocabolario, in controluce, dice forse più sul valore attribuito a questa scena dalla maison catalana che la descrizione della collezione stessa: un ritorno si celebra con tanto splendore solo quando l’assenza che lo precede ha contato.
C’è qualcosa di deliberatamente circolare in questa presentazione: una collezione che erge l’inatteso a principio creativo, mostrata da un luogo in cui non si era ancora mai vista sfilare moda spagnola. Resta da sapere se questo «primo» rimarrà un fatto puntuale di comunicazione, o il segno di una presenza più regolare della maison catalana sui tetti di Manhattan, in tutti i sensi del termine.























































































































































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