Jonathan Anderson lavora sulla leggerezza attraverso i materiali, i drappeggi e gli accessori. Da Dior, il motivo naturale diventa anche una questione di costruzione.
Un tailleur che attinge al fluido cambia la lettura di una silhouette ancora prima che le sue linee si modifichino. Per l’estate 2027, Dior descrive un lavoro di pizzo chantilly, mussola di seta e organza. Plissé, trasparenze ed effetti metallizzati introducono diversi regimi di luce nella collezione di Jonathan Anderson.
Spostare il peso visivo
Nella sua presentazione del 1° ottobre, LVMH accosta i completi trasparenti e i pantaloni metallizzati della collezione maschile della stessa stagione. La continuità attraversa dunque i guardaroba. Le sciarpe portate su una spalla e i lunghi orecchini introducono, dal canto loro, squilibri nella composizione.
L’asimmetria merita di essere letta qui come una relazione tra gli elementi. Un accessorio può spostare il punto di attenzione, allungare un lato o interrompere una regolarità. L’abito non ha bisogno di diventare spettacolare perché il suo equilibrio si modifichi.
Dalla noce alla minaudière
Una minaudière argentata riprende la forma di una noce wénwán, utilizzata anche per l’invito. LVMH collega questo oggetto alla pratica cinese che consiste nel far rotolare noci essiccate nel palmo della mano per svilupparne la patina.
Il dettaglio condensa un’idea interessante per Dior: la natura fornisce al tempo stesso una forma e un rapporto con il tempo. Resta da distinguere la patina di un oggetto maneggiato dalla sua evocazione in un accessorio nuovo. È in questa traduzione, più che nella semplice citazione botanica, che si gioca la portata della proposta
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