Un marshmallow non ha, in apparenza, nulla del gesto militante. Eppure è sotto questa forma leggera che Fauchon ha scelto, per il terzo anno consecutivo, di prolungare il proprio impegno per Ottobre Rosa: gli emblematici Bisou Bisou al lampone si rivestono di una glassa rosa, per un mese intero al servizio della ricerca contro il cancro al seno.
Il gesto è semplice nella forma, preciso nell’intenzione. Per ogni confezione di marshmallow Bisou Bisou venduta durante tutto il mese di ottobre, Fauchon verserà due euro a La Ligue contre le Cancer, Comité de Paris, una somma fissa, trasparente, legata a un prodotto quotidiano della maison anziché a una creazione eccezionale ideata per l’occasione. I marshmallow conservano la ricetta abituale, ma cambiano abito: una glassa rosa, colore al tempo stesso emblematico della campagna di sensibilizzazione e dell’identità visiva della maison stessa, come se i due simboli si sovrapponessero senza mai contraddirsi. Fondata a Parigi nel 1886, la maison ha costruito la propria reputazione su una visione audace e contemporanea del lusso culinario, oggi presente in oltre venti paesi tra alta gastronomia da bottega, pasticceria, ristorazione e hôtellerie di fascia alta; questa diversità di attività rende ancora più notevole la scelta di affidare un messaggio di sanità pubblica a uno dei suoi prodotti più accessibili anziché a un pezzo d’eccezione riservato a una clientela ristretta.
Questi marshmallow non escono da una fabbrica anonima: sono realizzati artigianalmente nel laboratorio parigino di Fauchon, a Montmartre, sotto la responsabilità di Arnaud Larher, Meilleur Ouvrier de France. Questo dettaglio di produzione, lungi dall’essere aneddotico, ancora l’operazione a una logica di saper fare anziché di semplice prodotto derivato benefico: la maison non si accontenta di apporre un nastro rosa su una confezione, mobilita una competenza pasticcera riconosciuta per portare il messaggio.
Questa partnership con La Ligue contre le Cancer, avviata da tre anni da Fauchon L’Hôtel Paris, si inscrive in una temporalità lunga anziché nell’opportunismo di una campagna puntuale. Anno dopo anno, l’operazione Bisou Bisou è diventata un appuntamento ricorrente nel calendario della maison, al pari dei suoi lanci stagionali più attesi, un modo per ricordare che un impegno benefico guadagna credibilità quando si ripete senza abbagliare ogni volta di più, piuttosto che quando cerca di reinventarsi con il pretesto della visibilità. Questa scelta della ricorrenza anziché dell’escalation traduce una concezione dell’impegno benefico propria delle maison patrimoniali: costruire, anno dopo anno, un’associazione duratura con una causa anziché moltiplicare operazioni puntuali con il rischio di diluire il messaggio.
A 13 euro la confezione da otto marshmallow, disponibile dal 1° al 31 ottobre, l’iniziativa resta modesta nella sua portata finanziaria individuale: a due euro per confezione venduta, occorrerebbero diverse migliaia di unità vendute perché il contributo si avvicini all’ordine di grandezza delle grandi campagne di mecenatismo d’impresa. Ma pone una domanda più ampia su come le maison della gastronomia francese possano, alla propria scala, fare della generosità un gesto ricorrente anziché un colpo di comunicazione isolato. La risposta di Fauchon, per ora, sta in un colore e in una promessa rinnovata ogni autunno, portata da un prodotto abbastanza modesto perché nessuno, acquistandolo, abbia la sensazione di compiere un grande gesto, ed è forse proprio questo a renderla un successo.

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