Design Miami Paris sceglie, ancora una volta, di non somigliare a una fiera

by PASCAL IAKOVOU
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Dal 20 al 25 ottobre, più di venti gallerie internazionali occuperanno un hôtel particulier del Faubourg Saint-Germain anziché un padiglione fieristico. Una scenografia che non ha nulla di casuale per un mercato del design da collezione in cerca di un racconto domestico.

Per la sua quarta edizione parigina, Design Miami torna a L’Hôtel de Maisons, un hôtel particulier del XVIII secolo nascosto in rue de l’Université, nel 7° arrondissement. La fiera si terrà dal 20 al 25 ottobre, in parallelo ad Art Basel Paris, con una giornata di anteprima su invito il 20. «Parigi si è davvero appropriata di Design Miami», sintetizza Jen Roberts, CEO del marchio, che sottolinea una fedeltà alla cornice residenziale piuttosto che al white cube consueto delle fiere internazionali. Questa scelta, ripetuta per il quarto anno consecutivo, non ha nulla di casuale sul piano logistico: consente a mobili, lampade e sculture di essere visti in un contesto domestico, quasi abitato, all’opposto della neutralità clinica dei padiglioni fieristici, dove il design da collezione si ritrova di norma allineato come in un catalogo.

Lo strato storico francese occupa un posto di rilievo quest’anno. Galerie Mitterrand presenta una coppia eccezionale di Singes Attentifs di Claude e François-Xavier Lalanne accanto a una Pomme de Londres del 2007, mentre Laffanour | Galerie Downtown espone pezzi di Le Corbusier, Pierre Jeanneret, Isamu Noguchi e Charlotte Perriand — tra cui una rarissima poltrona Grand Confort, modello piccolo, databile intorno al 1928. Galerie Maxime Flatry, dal canto suo, dedica la propria presentazione al modernismo francese degli anni Trenta attraverso un insieme di opere di Robert Mallet-Stevens in dialogo con Pierre Chareau, Eileen Gray e Pierre Legrain — un modo per ricordare che questa corrente resta un terreno da riscoprire, non un capitolo chiuso della storia del design.

Il design scandinavo costituisce un secondo filo conduttore di questa edizione, portato in particolare dalla galleria svedese Modernity, che espone per la prima volta a Parigi una poltrona a orecchioni di Frits Henningsen di rarità notevole, insieme a un armadio Flora di Josef Frank. Hostler Burrows presenta September, un tappeto monumentale annodato a mano, commissionato appositamente alla designer Louise Hederström e sviluppato con la manifattura svedese Kasthall, il cui motivo si ispira agli archivi tessili di Gunilla Lagerhem Ullberg. La sezione dedicata al gioiello d’artista merita un’attenzione particolare: la galleria MiniMasterpiece svela collane in legno dell’artista argentino Luis Quesada, mai mostrate in Francia, oltre al primissimo gioiello realizzato dall’artista tedesco Franz Erhard Walther; per il suo debutto parigino, la galleria londinese Elisabetta Cipriani presenta, tra gli altri pezzi, l’ultima collana creata da Sophia Vari prima della sua scomparsa, che unisce ebano, corallo e oro in una forma scultorea pensata per abbracciare il corpo.

Fuori dalle sale, il programma Design at Large occupa il cortile, gli interni e i giardini dell’hôtel con pezzi di scala monumentale: la Maison Démontable 6×6 di Jean Prouvé, datata 1944 e presentata da Galerie Patrick Seguin, convive con una panca scultorea di Pierre Renart e con le altalene in bronzo di Irene Cattaneo, che prendono il titolo dal romanzo Effi Briest di Fontane. Anche quest’anno Apple e Design Miami rinnovano l’iniziativa Designers of Tomorrow, con il tema «Design for Presence» — un modo per nominare ciò che l’intera fiera sembra perseguire da quattro edizioni: non più impressionare con la densità dell’offerta, ma convincere con la qualità del tempo trascorso all’interno di uno spazio abitato. In un momento in cui molte fiere d’arte e design coltivano la rincorsa spaziale, la scommessa opposta di Design Miami Paris — puntare sull’intimo piuttosto che sul monumentale — merita di essere seguita nel tempo.

Gli organizzatori ricordano infine che l’elenco degli espositori, volutamente contenuto a una trentina di gallerie tra le sezioni principali e Design at Large, resterà consultabile per intero prima dell’apertura, insieme al calendario dettagliato delle cinque giornate pubbliche.

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