Il 20 ottobre, pochi giorni dopo la Fashion Week e alla vigilia della settimana dell’arte parigina, Luxsure ha presentato la sua nuova edizione stampata nello showroom della Maison Emmanuel Ungaro.
Ci sono serate in cui si viene a cercare qualcosa da portare via. Il 20 ottobre, da Emmanuel Ungaro, ciascuno è ripartito con il proprio esemplare sotto il braccio. Duecentoventotto pagine, formato A4, cinquemila copie: un oggetto che pesa nella mano e che non si consulta con un pollice.
Lo showroom si prestava al gesto. La Maison vi presentava la collezione primavera-estate 2027, svelata pochi giorni prima in passerella, e le silhouette facevano compagnia alle pile di riviste. Un abito da passerella si indossa a distanza di stagioni dalla sua prima uscita; un numero stampato si riapre mesi dopo la pubblicazione. Entrambi fanno la stessa scommessa contro il calendario.
È proprio la scommessa di questa edizione. Luxsure ha diciotto anni, è nata nel digitale e rivendica oltre 40.000 articoli pubblicati, 120.000 visitatori unici al mese e una lettura in dieci lingue, dal francese al giapponese. La carta non è una novità (gli archivi conservano traccia dei numeri precedenti), ma cambia di statuto. Thomas Mondo si unisce alla rivista come Direttore Creativo e Co-Direttore Editoriale; BEL-AMI ne firma la filosofia editoriale, la direzione artistica e l’impaginazione. Li accompagna un motto: In Luxus Veritas.
Tra un calice e l’altro, le conversazioni tornavano a questa formula. Thomas Mondo ne dà la chiave: la parola lusso, a forza di essere usata a sproposito, ha perso una parte della sua mistica, e si tratta di ritrovare ciò che la costituisce. Pascal Iakovou, fondatore e direttore della pubblicazione, dice la stessa cosa da un’altra angolazione: il lusso come disciplina, non come status. La disciplina di scegliere, di rifiutare, di rallentare là dove tutto spinge ad accelerare.
Chi ha sfogliato il numero quella sera vi ha trovato nove universi, dalla bellezza ai viaggi, ciascuno aperto da DATALUXSE, che ricolloca le cifre del settore nel loro contesto. Poi i reportage: la Fabrique du Temps di Louis Vuitton, il laboratorio Henry Jacques, gli atelier Steinway & Sons, GRAFF, la Montblanc Haus. E le interviste: Stéphane Rolland sulla couture scultorea, Eva Green e Hadrien Wolff su Seiun, il sakè che hanno fatto nascere.
Questa serata non avrebbe avuto luogo senza i nostri partner Campari, Aperol e Champagne Canard-Duchêne, che ringraziamo. La nostra gratitudine va anche a Emmanuel Ungaro, che ci ha aperto le porte del suo showroom.
Gli ospiti hanno inoltre potuto scoprire Vénus Vodka, marchio francese, durante una degustazione organizzata nel corso della serata.
Il sito dà il ritmo quotidiano; la rivista dà la durata. Il resto sta in un gesto: voltare pagina.

































































L’edizione di settembre 2026 è disponibile in versione stampata tramite Lulu e in lettura digitale su Apple Books, Kindle e Magzter. La distribuzione globale di Lulu include l’edizione cartacea presso oltre 40.000 rivenditori, librerie, biblioteche e piattaforme nel mondo, tramite Amazon, Ingram e Hachette Livre. Tutte le versioni: luxsure.fr/magazine-septembre-2026
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