Poche distillerie possono rivendicare un vulcano spento come vicino di produzione. A Rozelieures, tra Nancy ed Épinal, la famiglia Grallet-Dupic ne ha fatto un argomento centrale della sua nuova collezione: tre whisky in edizione limitata, tra cui un premier cru proveniente da una parcella vulcanica, che incarnano venticinque anni di lavoro sul terroir lorenese.
Il più emblematico dei tre si chiama Terres Noires e deve il nome alla parcella di 13,7 ettari da cui proviene, la prima di natura vulcanica a entrare nella collezione di whisky parcellari lanciata nel 2021. Questa collezione, non torbata per lasciare esprimere pienamente le caratteristiche del suolo, si ripartisce su diciotto parcelle raggruppate in quattro famiglie di terroir: calcareo-argilloso, limoso, argilloso e ora vulcanico. Il naso di Terres Noires si apre su orzo maltato e una leggera mineralità prima di evolvere verso la mandorla tostata e il biscotto caldo, mentre il palato, goloso, lascia intuire nel finale le note metalliche e gli aromi di legna bruciata che tradiscono l’origine geologica del suolo da cui proviene.
Gli altri due whisky della collezione imboccano una strada diversa, quella dell’invecchiamento in botte singola. Il Fût Unique ex-Calvados Coquerel mette in dialogo la Lorena e la Normandia affinando il whisky in una botte che ha contenuto Calvados di questa casa familiare, riconosciuta per un savoir-faire tramandato di generazione in generazione, con il risultato di un naso di mele cotte e pera Williams matura, prolungato in bocca da sapori di pasticceria. Il Brut de Fût ex-Moscatel, da parte sua, spinge fino in fondo la logica della purezza: senza assemblaggio né riduzione, questo whisky invecchiato otto anni in botti che hanno contenuto Moscatel portoghese offre la pura espressione del suo contenitore, tra fiori bianchi, frutta sciroppata e una sorprendente nota di gelato al rum e uvetta.
Ciò che lega queste tre creazioni, al di là dei loro profili aromatici molto diversi, è la rivendicazione di una padronanza integrale del processo di produzione, rara nel mondo del whisky: cereali, maltaggio, ammostamento, distillazione e invecchiamento sono realizzati in loco, in un modello di integrazione verticale che la distilleria afferma essere uno dei pochi al mondo a praticare, con tanto di autonomia energetica. Questa padronanza da un capo all’altro della filiera, condotta dalla stessa famiglia da sei generazioni, ha fatto di Rozelieures il più importante produttore di single malt in Francia, uno status che contrasta con l’immagine ancora largamente scozzese che la categoria conserva nell’immaginario collettivo. Lo sapevate? La regione conta due vulcani spenti da diverse decine di milioni di anni, tra cui quello di Essey-la-Côte, situato proprio di fronte alla distilleria: un vicinato geologico che la casa ha a lungo lasciato come semplice aneddoto prima di farne, con Terres Noires, un vero tema di degustazione.
Venduti tra 59 e 119 euro a seconda della rarità della botte, questi tre whisky saranno presentati in degustazione al salone Whisky Live, dal 26 al 28 settembre, al Pavillon France. Oltre all’evento, questa collezione illustra una convinzione che Rozelieures difende da diversi anni: che il terroir, concetto a lungo riservato al vino, abbia pieno diritto di cittadinanza nella produzione del whisky, a condizione di accettare di esplorarne le più minime sfumature, fino a quelle di un suolo che fu, diverse decine di milioni di anni fa, un vulcano in attività.







































































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