Nel 1976 Gérald Genta disegnò per IWC Schaffhausen l’Ingenieur SL, referenza 1832: un bracciale in acciaio interamente integrato nella cassa, pensato come forma continua fino alla chiusura. All’epoca l’acciaio non era ancora riconosciuto come materiale d’alta orologeria; il gesto di Genta fu proprio quello di imporgli tale statuto. Cinquant’anni dopo, IWC presenta due edizioni anniversario, le referenze IW328910 e IW324909, con quadranti spazzolati direttamente ispirati a quella versione degli anni Settanta. L’annuncio coincide con una video-intervista a Evelyne e Alexia Genta, moglie e figlia del designer e cofondatrici della Gérald Genta Heritage Association.
La scelta dei tempi non è casuale. Dal rilancio della collezione a Watches and Wonders Geneva nel 2023 — quando IWC mostrò alle due donne i prototipi dell’Ingenieur Automatic 40 prima della presentazione pubblica —, la linea si è ampliata fino a includere nel 2026 un tourbillon, il primo per Ingenieur. Proprio nello stesso anno la Maison sceglie di mettere in scena l’approvazione della famiglia. La domanda non riguarda la legittimità del disegno: i due nuovi orologi riprendono un quadrante documentato, e la continuità formale fra cassa, bracciale integrato e chiusura è verificabile da un modello all’altro. La domanda riguarda ciò che quell’approvazione copre davvero.
«L’Ingenieur è nato come orologio tecnico, ma è stato trasformato dallo sguardo di un artista», dichiara Evelyne Genta nel comunicato IWC. Aggiunge che il marito «sarebbe incredibilmente felice di vedere con quanto rispetto IWC ha preservato il DNA del suo disegno originale». È una posizione ufficiale espressa in un’intervista commissionata dalla Maison, non un colloquio condotto da Luxsure, e come tale va letta. Ciò che attesta, con l’autorevolezza della vicinanza a Genta, è la fedeltà a un linguaggio formale: la cassa come unico oggetto scultoreo, l’acciaio elevato a materiale nobile, l’integrazione fra bracciale e cassa come gesto estetico anziché semplice necessità tecnica. Nulla nel comunicato suggerisce che la famiglia si sia espressa sull’aggiunta di un tourbillon alla collezione. È una decisione che segue un’altra logica: quella, classica nell’orologeria, della complicazione come segno di prestigio, non quella più singolare di un disegno unitario.
Franziska Gsell, direttrice marketing di IWC Schaffhausen, restringe a sua volta l’attenzione alle persone anziché alla gamma: vedere la collezione Ingenieur contemporanea accolta dalle due persone che conoscevano Gérald Genta meglio di chiunque altro — come marito e come padre — è «estremamente gratificante», afferma, sempre secondo il comunicato. La formulazione è cauta: parla dell’accoglienza della collezione da parte dei familiari, non di un’approvazione tecnica di ogni estensione del calibro. È una sfumatura da conservare mentre le Maison orologiere si affidano sempre più spesso ad associazioni patrimoniali e aventi diritto per autenticare i rilanci: una pratica che rende un reale servizio alla memoria, ma che non dovrebbe essere letta come un lasciapassare per tutte le decisioni di prodotto successive.
In definitiva, l’anniversario mostra meno nostalgia che un modo di gestire una transizione: un disegno concepito contro i codici del lusso del proprio tempo, ripreso cinquant’anni dopo da un’industria che continua a ragionare in termini di complicazioni. L’acciaio ha conquistato la sua dignità; resta da capire se l’argomento di Genta — un oggetto, una forma, senza rincorsa all’eccesso — resisterà a un tourbillon tanto bene quanto a un bracciale integrato.
Dettaglio. I due orologi anniversario (IW328910 e IW324909) riprendono quadranti spazzolati riferiti a una versione dell’Ingenieur SL degli anni Settanta; né le dimensioni della cassa né i calibri erano specificati nel materiale ricevuto.




















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