Per la collezione autunno-inverno 2026, la Maison C.P. Company porta Roberto Baggio nei propri archivi, accanto a Lorenzo Osti. Il progetto prolunga un dialogo iniziato nel numero 5 di Arcipelago Magazine. Poggia su un’unica idea: rinunciare al racconto sportivo.
Il dispositivo si regge su pochi elementi. Un film diretto da Marco Proserpio, fotografie di Neil Bedford e un’ambientazione: gli archivi della Maison, capi, documenti e appunti raccolti in oltre cinquant’anni di ricerca nello sportswear. Roberto Baggio li percorre. Lo accompagna Lorenzo Osti, presidente di C.P. Company e figlio del fondatore Massimo Osti. Baggio indossa la collezione FW026.
L’avvicinamento tra l’ex calciatore e la Maison si fonda su due coordinate. C.P. Company è nata a Bologna nel 1971. Nel 1997 Bologna ha ospitato anche uno dei capitoli della carriera di Baggio, originario di Vicenza. Tutto il resto è questione di atteggiamento: perseveranza, umiltà, disciplina, lavoro quotidiano.
È qui che il progetto chiede di essere letto con attenzione. Queste qualità si adatterebbero a qualsiasi campagna con protagonista uno sportivo. Non dimostrano nulla finché non si sa che cosa l’archivio ne mostri. Il testo di presentazione cita Roberto Baggio: «Se ci fermiamo a metà strada, rischiamo di non capire mai il valore delle cose». È una frase riportata dalla Maison. Esprime un metodo, non un capo.
Il titolo, dal canto suo, pone una regola: Sportswear, not for playing in. I capi sono da guardare, non da indossare su un campo. La scelta di filmare un uomo che sfoglia appunti, anziché un gesto atletico, va nella stessa direzione. Gli autori parlano di un ritratto «intimo e contemplativo», il che rende difficile valutarne in anticipo l’esito. Un ritratto contemplativo riesce o fallisce su un dettaglio: il documento che Baggio tiene in mano, la durata dell’inquadratura, l’oggetto d’archivio che la macchina da presa sceglie di non lasciare.
A questo punto il progetto vale quanto valgono il suo cast e la sua scelta di fondo. Accosta un giocatore la cui carriera è nota a tutti a una famiglia che custodisce la storia di una Maison. Resta da vedere se il film fa parlare gli archivi o li lascia sullo sfondo.




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