Cris Porto è partita da un’immagine: una luce liquida che riflette sfumature di blu neon su una superficie cristallina. Da questa visione è nato il Neon Necklace, collier di alta gioielleria il cui cuore è una coppia di tormaline Paraíba dall’intensità rara.
Un’immagine prima della pietra
L’alta gioielleria comincia spesso da una pietra. Per questo collier, la creatrice brasiliana Cris Porto racconta il contrario: tutto è partito da un’immagine, quella di una luce liquida, dalle sfumature blu neon, che scivola su una superficie cristallina. Da questa visione poetica è nata una composizione spettacolare, nella quale la luce sembra trasformarsi in materia preziosa.
Il nome del collier, Neon Necklace, assume quindi un significato preciso. Non designa un’estetica della notte urbana, ma il colore di un bagliore raro e freddo che la gioielleria tenta di fissare in un metallo e nelle pietre.

Due tormaline, un’architettura di diamanti
Al centro del collier, due tormaline Paraíba ovali, dal peso complessivo di 7,2 carati, colpiscono per un colore elettrico di rara intensità. La loro tonalità vibrante interrompe con audacia l’armonia dei diamanti e conferisce al collier contrasto e vitalità.
Attorno a queste pietre si dispiega un’architettura preziosa di diamanti, pensata come uno scorrere. I diamanti taglio pera e taglio princess formano una delicata cascata, mentre i diamanti taglio brillante sottolineano la composizione con uno splendore puro.
Il collier è realizzato in oro bianco 18 carati. È incastonato con 319 diamanti per un totale di 23,11 carati, ai quali si aggiunge un diamante taglio pera di 1,20 carati che scandisce la cascata come una goccia d’acqua luminosa. L’immagine iniziale trova qui il suo punto finale: la goccia che completa lo scorrere.
Un gioiello che cambia silhouette
Fedele all’approccio creativo di Cris Porto, il pezzo offre diversi modi di indossarlo. Un estensore permette di regolare la lunghezza del collier. Soprattutto, la cascata di diamanti, conclusa dal diamante taglio pera, può essere rimossa, trasformando con discrezione la silhouette del gioiello.
Questa modularità risponde a una domanda che ogni pezzo di questa portata pone: come può un collier tanto spettacolare esistere oltre la serata per cui è stato immaginato? Qui la risposta sta in un gesto semplice: rimuovere la cascata, e l’insieme cambia registro, meno fluido e più centrato sulle due tormaline.
Il contrasto fra la sobrietà del bianco, quella dell’oro e dei diamanti, e il colore elettrico delle pietre centrali fa tutto il lavoro. Nulla addolcisce la Paraíba; la si lascia sola, in piena luce, al centro di una cornice che si ritrae per lei.
Questa scelta spiega anche l’importanza del numero. Trecentodiciannove diamanti, per un totale di 23,11 carati, non sono lì per competere con le tormaline ma per valorizzarle: la quantità di pietre bianche serve da silenzio attorno al colore. In un collier di queste dimensioni, la misura risiede meno nella sobrietà che nella precisione con cui ogni pietra trova il suo posto nella cascata.

L’audacia cromatica
Con il Neon Necklace, Cris Porto orchestra l’incontro fra lo splendore assoluto del diamante e l’audacia cromatica della tormalina Paraíba. Il comunicato si chiude con una formula che si può fare propria: come se, per un istante, la natura stessa avesse deciso di dipingere la luce.
Il Neon Necklace si iscrive così in una logica che la creatrice difende: un gioiello eccezionale non è un pezzo fisso, ma un oggetto la cui presenza può essere modulata da chi lo indossa. Il collier può diventare una cascata luminosa o un pendente più raccolto, ed è questa libertà di scelta, quanto i 7,2 carati di tormaline, a farne un gioiello vivo.
Resta da capire che cosa diventi una luce una volta incastonata. La gioielleria ha questa singolare ostinazione di voler fermare ciò che, per definizione, si muove, e di farlo indossare.
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