Dal 1811, Perrier-Jouët ha fatto dello Chardonnay una firma piuttosto che un semplice vitigno tra tanti. La maison champenoise rende nuovamente omaggio a questa scelta con il lancio di un cofanetto in edizione limitata dedicato alla sua cuvée Blanc de Blancs, pensato come uno scrigno che attinge direttamente ai codici visivi della maison.
Al centro del design di questo cofanetto figura l’anemone giapponese, motivo floreale divenuto emblema di Perrier-Jouët già nel 1902 e vero e proprio filo conduttore della sua identità Art nouveau. Declinato qui in delicate tonalità giallo pallido, il fiore fa eco alla veste luminosa del Blanc de Blancs, uno champagne caratterizzato da note di agrumi vivaci e fiori profumati — la firma floreale che la maison rivendica da oltre due secoli.
Il cofanetto è accompagnato da due flûte la cui forma è stata studiata appositamente per esaltare la finezza delle bollicine e rivelare la ricchezza aromatica della cuvée. Perrier-Jouët precisa che ogni flûte è pensata per essere riempita solo per un terzo, un gesto di servizio concepito per permettere agli aromi di svilupparsi pienamente nel bicchiere anziché diluirsi in un volume troppo generoso.
Sul piano enologico, il Blanc de Blancs resta un esercizio di stile impegnativo per la maison. Elaborato esclusivamente a partire da Chardonnay, proviene da una selezione di una quindicina di cru tra i terroir più rinomati della Champagne, con fino al 15% di vini di riserva integrati nell’assemblaggio per garantirne la costanza stilistica da un anno all’altro. Questo rigore negli approvvigionamenti spiega in parte il posizionamento della cuvée, proposta nel suo nuovo cofanetto al prezzo consigliato di 114,15 euro IVA inclusa.
Questo lancio si inserisce in una strategia più ampia della maison, che da diverse stagioni moltiplica le iniziative intorno alla propria identità Art nouveau e al proprio rapporto con la natura — un filo che ha esplorato anche di recente attraverso collaborazioni artistiche incentrate sul mondo vegetale. Puntando sull’anemone come motivo centrale di questo nuovo cofanetto, Perrier-Jouët conferma che la propria iconografia floreale, più che mai, funge da linguaggio comune tra il suo vino e il suo oggetto.


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