All’incrocio tra rue Vieille du Temple e rue des Francs-Bourgeois, dove Sandro ha avuto inizio, la maison riapre la sua prima boutique con una nuova identità. Firmato da HAOS con Atelier Franck Durand, il concetto non cerca di impressionare: cerca di fare silenzio attorno alle collezioni, in due spazi di 130 e 90 metri quadrati dedicati rispettivamente a donna e uomo.
Un’architettura che rifiuta la dimostrazione
Per HAOS, fondato nel 2017 da Sophie Gelinet e Cédric Gepner e incluso dal 2020 da Architectural Digest tra i cento creativi più influenti, il progetto poggia su un’equazione precisa: equilibrio fra semplicità, funzionalità ed emozione silenziosa. Le collezioni sono organizzate in nicchie che evocano una cabina armadio più che un dispositivo commerciale classico. È un modo di tradurre nello spazio un’idea di eleganza parigina fondata sulla misura, non sull’ostentazione. Il mondo shaker, alcune architetture brutaliste, il mobile giapponese tradizionale e il lavoro di Hans van der Laan e John Pawson nutrono questa disciplina minimalista, in cui ogni proporzione conta.
Tre materiali pensati per invecchiare
Il concetto utilizza una palette volutamente ridotta: acciaio, rovere massello e pietra, tra intonaco e lacca. L’acciaio è onnipresente, trattato con assemblaggi a vista e saldature dichiarate, lontano da ogni finitura liscia. Un intenso lavoro sui prototipi ha consentito a HAOS di ritrovare, alla scala di più boutique, qualità associate all’artigianato: la presenza della mano, imperfezioni controllate e materiali capaci di patinarsi nel tempo. Questa esigenza estetica si accompagna a scelte più responsabili, dalla pittura a basso impatto al legno certificato di filiere sostenibili.
Una luce domestica, oggetti che raccontano una storia
Invece di un’illuminazione uniforme, la boutique mostra le proprie sorgenti: faretti a vista, lampade HAOS in legno e carta giapponese, pezzi vintage polacchi degli anni Settanta. L’insieme crea una profondità quasi domestica, rafforzata da oggetti scelti per la presenza discreta: una panca portoghese del XVII secolo in castagno, mantenuta nella sua patina, e una figurina italiana di metà Novecento ispirata al Pensatore di Hamangia.
Dal 1984 Sandro costruisce un guardaroba parigino moderno, portato da Evelyne Chetrite e poi declinato al maschile dal figlio Ilan dal 2008. Il marchio conta oggi oltre 750 punti vendita nel mondo. Tornando al suo indirizzo originario, la maison non si limita a rinnovare un negozio: formula un’ipotesi su ciò che il lusso accessibile può diventare quando sceglie la misura anziché la dimostrazione.





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