L’annata 2023 della cuvée Les Bruyères punta su un suolo di millarge calcareo e una vinificazione minuziosa per rivelare il potenziale del cabernet franc locale.
Una parcella isolata per un vino di luogo
In occasione delle feste di fine anno, Teyras de Grandval presenta Les Bruyères 2023, una cuvée che racconta un luogo e un’esposizione. Sui pendii esposti a sud e sud-est di Cravant-les-Côteaux, il canton delle Bruyères occupa un posto a sé: un suolo di millarge calcareo che offre al cabernet franc quella ricchezza e finezza supplementari ricercate dalla tenuta.
Questo approccio parcellare, che consiste nell’isolare una porzione precisa del vigneto per rivelarne l’espressione singolare anziché assemblare più parcelle in una cuvée generica, rientra in una pratica sempre più diffusa tra le tenute della Loira desiderose di dimostrare la varietà dei propri terroir invece di appiattirla in un unico vino di proprietà.
Un lavoro di vinificazione minuzioso
La vinificazione di Les Bruyères 2023 si fonda su una vendemmia manuale selezionata quattro volte, una macerazione di un mese di cui una decina di giorni in prefementazione e un affinamento di dodici mesi in barrique: un lavoro minuzioso, guidato dall’approccio parcellare caro alla tenuta. Questo livello di selezione e questa durata di affinamento relativamente lunga per un cabernet franc della Loira rivelano un’ambizione qualitativa dichiarata, in controtendenza rispetto a una parte della produzione regionale ancora rivolta a vini più semplici e di consumo rapido.
Secondo la tenuta, il risultato è un vino fruttato e goloso, dai tannini di grande finezza, che illustra con precisione l’espressione del terroir di Cravant-les-Côteaux fra generosità ed eleganza.
Cravant-les-Côteaux, una denominazione ancora discreta
Cravant-les-Côteaux, comune vitivinicolo dell’appellazione Chinon, resta meno noto al grande pubblico di alcune denominazioni vicine della Loira, malgrado una qualità di terroir riconosciuta dai professionisti del settore per la varietà dei suoi suoli, fra argille, calcari e ghiaie. Valorizzare un canton preciso come quello delle Bruyères contribuisce a spiegare la diversità di questi terroir, in un momento in cui una parte crescente degli appassionati di vino si interessa più alla parcella che alla sola denominazione.
Questo tipo di cuvée parcellare, in genere prodotta in quantità limitate, si rivolge soprattutto a una clientela di enotecari e appassionati già familiari con i vini della Loira, piuttosto che a una distribuzione di grande diffusione.

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