Capelli rosa e verdi, una pelle che diventa blu e si copre di squame, un ciuccio di pizzo trasformato in mascherina per dormire: per la sua prima sfilata, Lea Waldberg fa della bambola una creatura.
Una prima sfilata, ossessioni maturate
Pop Mutation, la collezione primavera-estate 2027 di LEAWALD, è la prima sfilata di Lea Waldberg. Il comunicato la presenta come il punto d’incontro e di prolungamento delle sue ossessioni creative, sviluppate nel corso degli ultimi anni. Il suo linguaggio visivo vi trova, dice, tutta la sua espressione: una femminilità esagerata, oggetti deviati, una forte affinità con il surrealismo.
In questo universo il corpo diventa un terreno di gioco e di trasformazione. Si ricorderà l’intenzione più che la dimostrazione: non si tratta di vestire un corpo, ma di dargli uno spazio in cui deformarsi.
L’accostamento alle bambole pop non è casuale: è la figura di un corpo fabbricato, pettinato, ridipinto, che si può cambiare a piacere. La collezione ne conserva il gioco, ma vi aggiunge un’inquietudine lieve, quella della metamorfosi.
Dal capello alla creatura
Tutto comincia con una fascinazione per l’organico. I capelli e la pelle, le loro texture e i loro contorni, servono da punto di partenza per una mutazione giocosa. I capelli assumono tinte rosa, verdi, inattese. La pelle, dapprima riprodotta con una precisione quasi viva, diventa blu, si scolpisce e si copre di squame.
Il familiare scivola a poco a poco verso lo strano, da qualche parte tra la bambola pop e la creatura fantastica. Le creazioni capillari sono tra le espressioni più marcanti della collezione. Culminano nel body scolpito che evoca una pelle bluastra, indossato da Fluffy Bidulle per l’ultimo passaggio.
Gli oggetti cambiano scala
In questo mondo immaginario, gli oggetti cambiano dimensione e migrano sul corpo. Dopo gli occhiali 3D pensati per il petto, questa volta una mascherina per dormire viene a vestire il corpo. La lingerie supera le sue funzioni abituali per diventare un linguaggio a sé: il pizzo incontra ornamenti e tasche a forma di slip, e le scarpe assumono la forma di un perizoma. Ogni trasformazione prolunga lo stesso desiderio di giocare con il reale, con umorismo e sensualità.
Similpelle, lattice e raso compongono un guardaroba di superfici lucide che, a turno, evocano la pelle. I materiali si rispondono in silhouette che il comunicato descrive come sexy, audaci e profondamente femminili. I pezzi sono interamente fatti a mano, con un approccio istintivo e artigianale in cui la sperimentazione guida ogni trasformazione.
Abiti pensati come personaggi
Lea Waldberg attinge alla sua esperienza di creatrice di costumi di scena. Immagina i suoi abiti come personaggi da incarnare: la pop star, la bambola e le creature vi si ritrovano, tra l’extravaganza della performance e la gioia infantile del travestimento.
Con Pop Mutation, LEAWALD riunisce per la prima volta queste esplorazioni in un’unica collezione, senza rinunciare alla spontaneità da cui sono nate. Il comunicato vi vede un invito a trasformarsi, a esagerare e a fare dell’abito uno spazio di libertà.
Resta una domanda che la sfilata pone senza rispondere: che ne è di un’ossessione quando lascia l’atelier e deve reggere su una passerella? Le foto, firmate da Sveta Spirit, ne danno un primo indizio.
Per una prima collezione la scommessa è netta: non lisciare nulla. Gli anni di ricerca sono posti insieme, con i loro eccessi, il loro umorismo e la loro sensualità, e il marchio dice di tenere a preservare la spontaneità da cui sono nati.





























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