Un Corton-Charlemagne di Borgogna incoronato miglior vino bianco del mondo

by PASCAL IAKOVOU
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È bastata una serata a Londra perché un grand cru della Côte de Beaune cambiasse status. Il Corton-Charlemagne 2024 del Domaine du Pavillon, proprietà della Maison Albert Bichot, è stato proclamato miglior vino bianco del mondo 2026 nella cerimonia annuale dell’International Wine Challenge, uno dei concorsi più seguiti dal settore.

Questo trofeo non piove dal cielo: lo stesso vino si era già aggiudicato quattro trofei, una medaglia d’oro e il punteggio di 97 punti alle degustazioni dell’International Wine Challenge svoltesi a maggio 2026, prima che questa serie di riconoscimenti culminasse, quattro mesi dopo, con il titolo supremo di Champion White, assegnato l’8 settembre. Questa progressione, da una prima serie di premi tecnici fino alla consacrazione finale, dice qualcosa di come funzionano i grandi concorsi internazionali: la medaglia d’oro apre la strada, ma è una seconda giuria, riunita per designare i campioni di tutte le categorie, a decidere in ultima istanza tra i migliori vini di ciascun colore. L’International Wine Challenge resta uno dei concorsi più seguiti dal settore proprio per questa doppia fase di selezione, che distingue dapprima la qualità tecnica di un vino prima di confrontarlo, in un secondo tempo, con l’insieme dei suoi pari per designare un unico vincitore per categoria.

Albéric Bichot si è recato a Londra per ricevere il riconoscimento, salutando nella sua dichiarazione il lavoro quotidiano delle sue squadre nelle vigne e nelle cantine più che la sola prestazione dell’annata. Questo modo di rinviare il premio al lavoro collettivo anziché alla sola firma del domaine corrisponde a una tradizione piuttosto diffusa tra le grandi maison borgognone, dove il successo di un grand cru si racconta di rado come opera di un solo uomo.

Che l’annata 2024 del Domaine du Pavillon ottenga un tale titolo, sotto l’etichetta di una casa di négoce familiare come Albert Bichot, illustra il modo in cui le storiche maison borgognone continuano a competere, e persino a superare, alcuni domaine strettamente viticoli sulla scena dei concorsi internazionali.

Resta da vedere che cosa cambierà concretamente questo titolo per il Domaine du Pavillon: un riconoscimento di questo livello si traduce generalmente in una pressione accresciuta su una produzione già rara, dato che i grands crus di Corton-Charlemagne non sono, per definizione, mai prodotti in grandi quantità. La prossima prova per la maison sarà capire se questa consacrazione isolata si trasformerà in attesa ripetuta per le annate successive, o se resterà il ricordo isolato di una serata londinese eccezionale. Per ora, la Maison può almeno vantare un argomento raro sulle sue future etichette: quello di aver portato, per un anno, il titolo di miglior vino bianco del mondo.

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