Vautrait ha presentato a Parigi la sua collezione primavera-estate 2027. La Maison la pone sotto il segno del tempo, misurato dalla luce del giorno e dalle maree anziché dall’urgenza.
La presentazione si è tenuta sotto la direzione creativa di Yonathan Carmel, con Tal Delgado Levy allo styling. Itzik Gil Avizohar firma la musica, Alessandro Tinelli il film che documenta la presentazione, Gregoire Avenel le fotografie. Sono accreditate ventitré modelle e modelli. I cappelli sono di mature ha., le borse di Inès Bressand.
Nelle note di collezione, Vautrait indica di essere partita da una domanda: a che punto una vita diventa così piena da non lasciarvi più spazio per il sentire? La Maison scarta l’idea di evasione e le preferisce quella di permesso: vivere con meno, lasciare che il tempo si distenda, indossare un capo abbastanza leggero da farsi attraversare dal vento prima che si noti il tessuto.
Vengono annunciati tre elementi di costruzione: nodi presi in prestito dal linguaggio della vela, costruzioni aperte, colori collocati tra il sale, le alghe, il sole e il metallo ossidato. Vautrait precisa che non si tratta di simboli del mare, ma di tracce di un altro rapporto con il tempo.
Resta da vedere dove si posano i nodi sull’abito e che cosa comprenda, nel taglio, la «costruzione aperta».























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