Jumeirah Capri Palace sostiene una Capri a piedi

by Pascal Iakovou
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A Capri, il vero lusso è forse ormai una questione di passo. Mentre l’isola resta associata alla velocità sociale della Piazzetta e agli itinerari balneari più visibili, Jumeirah Capri Palace difende un’altra lettura del soggiorno: quella di una scoperta a piedi, più lenta, più silenziosa, quasi correttiva.

L’idea non ha nulla di marginale. Risponde a un’evoluzione profonda del viaggio di alta gamma: la ricerca di esperienze che non si limitano più ad accumulare segni d’eccezione, ma reintroducono una qualità della relazione con il luogo. Da Anacapri, l’hotel si presenta come punto di partenza verso un’isola meno satura di immagini. È un posizionamento giusto, perché poggia su una geografia reale.

La Via dei Fortini, lunga quasi sei chilometri fra Punta Carena e la Grotta Azzurra, offre una Capri costiera più aspra, scandita da torri di avvistamento e calette discrete. La Scala Fenicia, con i suoi 921 gradini, riattiva invece un rapporto fisico e storico con l’isola. Il Monte Solaro e il sentiero del Pizzolungo prolungano questa esperienza attraverso il panorama, senza sottometterla interamente alla spettacolarità del punto di vista.

A rendere l’insieme più interessante è il fatto che il discorso non si ferma al paesaggio. Anacapri diventa qui un contrappunto culturale: botteghe artigiane, Villa San Michele, la chiesa di San Michele e il suo pavimento in maiolica composto da oltre 1.500 mattonelle dipinte a mano. L’isola si rivela allora come un tessuto di gesti, non soltanto come una cartolina. Per un hotel di questa categoria, tale orientamento curatoriale è più pertinente di una semplice promessa di disconnessione.

Il passaggio al Capri Medical Spa, e più precisamente al programma Leg School del professor Francesco Canonaco, completa con intelligenza la proposta. Camminare non è più soltanto un’attività: diventa un modo di vivere il luogo e poi ritrovare uno stato di benessere. Il soggiorno si organizza così come una sequenza coerente, dal sentiero al trattamento.

Perché questo tema conta adesso? Perché le destinazioni iconiche devono imparare a difendersi dalla propria sovraesposizione. Capri è fra queste. Ridare valore al passo, allo sforzo misurato e alla deviazione artigiana significa reintrodurre rarità là dove l’immagine sembrava aver consumato tutto.

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