Su Gologone, l’hotel sardo che rifiuta il turismo permanente

by PASCAL IAKOVOU
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In Barbagia, Su Gologone Experience Hotel chiuderà i battenti questo inverno per riaprire solo all’inizio di aprile 2027. Una stagionalità voluta, ereditata dalla famiglia Palimodde dal 1967, che distingue questo indirizzo riservato dal modello alberghiero permanente.

Nel cuore della Barbagia, regione montuosa e interna della Sardegna rimasta ai margini dei circuiti balneari, Su Gologone Experience Hotel non ha mai cercato di restare aperto tutto l’anno. La casa chiude per la stagione invernale e riapre all’inizio di aprile, un ritmo che ne struttura il funzionamento fin dalla fondazione, nel 1967, da parte di Giuseppe «Peppeddu» Palimodde e della moglie Pasqua. Le sue 69 camere e suite, costruite secondo un’architettura tradizionale sarda, hanno plasmato nel corso dei decenni ciò che la famiglia definisce un modello di ospitalità unico: ospitalità, gastronomia, spa ed esperienze culturali vi formano un unico gesto, anziché offerte giustapposte.

Una seconda generazione, lo stesso principio

La trasmissione non ha comportato una rottura di formato. Per impulso di Giovanna Palimodde, l’hotel si è prolungato in Le Botteghe di Su Gologone, un insieme di botteghe-laboratorio in cui si riuniscono ceramiche, tessuti e oggetti d’arte realizzati da artigiane e artigiani locali. I visitatori vi praticano, anziché limitarsi a guardare: le Botteghe propongono laboratori creativi pensati per far scoprire, gesto dopo gesto, un saper fare sardo che non si racconta soltanto in sala da pranzo. Hotel e Botteghe funzionano come le due facce di una stessa arte di vivere, in cui tradizione, creazione e lusso discreto si rispondono senza gerarchia apparente.

La chiusura come scelta, non come costrizione

La struttura è stata insignita di un Excellence Award di Condé Nast Johansens e selezionata fra gli Italy’s Best Awards della rivista Travel + Leisure, due riconoscimenti che riguardano meno l’arredo che la costanza di un modello familiare vecchio di quasi sessant’anni. Questa costanza dipende proprio dal fatto che Su Gologone non cerca di ottimizzare il proprio tasso di occupazione annuale: chiudere in inverno significa lasciare il tempo alle Botteghe di produrre, agli artigiani di lavorare senza la pressione del servizio e alla casa di riaprire ogni primavera con qualcosa da mostrare anziché da ripetere.

Dettaglio — 69 camere e suite, fondazione nel 1967, chiusura invernale e riapertura prevista all’inizio di aprile 2027.

Resta una domanda che la prossima stagione risolverà: se Giovanna Palimodde proseguirà l’espansione delle Botteghe, Su Gologone potrebbe diventare meno un hotel dotato di un laboratorio che un laboratorio dotato di camere, un ribaltamento che in Barbagia somiglierebbe meno a una rivoluzione che a un ritorno all’ordine delle cose.

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