Dal legno di tiglio al feltro, dal nastro alla veletta: bisogna risalire molto indietro nella materia grezza per capire cosa sia davvero un cappello.
Riferimento imprescindibile della cappelleria da quasi un secolo, Maison Michel è una delle Maison d’art residenti di Le19M, il luogo parigino e di Aubervilliers dedicato alla trasmissione dei mestieri d’arte della moda. Dal 23 settembre al 13 dicembre 2026, la Galerie du 19M le dedica una mostra interamente gratuita e aperta a tutti i pubblici, intitolata Métamorphoses, les chapeaux de Maison Michel. Un gesto che si iscrive nella vocazione stessa di Le19M: rendere visibili saper fare che la moda contemporanea, ossessionata dal prêt-à-porter e dall’accessorio usa e getta, ha ampiamente relegato in secondo piano.
La mostra si concepisce come un percorso poetico attraverso forme e materie, più che come una semplice retrospettiva. Il visitatore vi segue la trasformazione della materia grezza in oggetto finito: dal legno di tiglio utilizzato per le forme, al feltro lavorato al vapore, passando per il nastro e la veletta che vengono a completare il pezzo. A ogni tappa corrisponde un mestiere preciso e una gestualità singolare, quella dei formatori, dei cappellai, delle cucitrici di paglia o delle modiste, altrettanti saper fare rari di cui la Maison assicura la trasmissione all’interno dei propri atelier.
Al cuore del percorso, baschi, bibì, berretti, canottieri, capeline e fedora si rispondono, accanto a pezzi eccezionali nati da collaborazioni con le più grandi maison di moda in occasione delle loro sfilate, ma anche a creazioni inedite concepite con giovani creatori invitati a dialogare con l’eredità di Maison Michel e i suoi archivi. Questo confronto tra patrimonio e creazione contemporanea costituisce una delle scelte più forti della mostra: mostrare che la cappelleria non è un mestiere fissato nel passato, ma una materia viva, capace di reinventarsi a ogni generazione.
La mostra si sofferma anche su ciò che il cappello rappresenta al di là della moda: un potente marcatore di identità, di volta in volta popolare, spettacolare o pratico, la cui forza evocativa ha nutrito l’immaginario collettivo ben oltre le passerelle. Il cinema, in particolare, ne ha fatto un indizio visivo a pieno titolo, capace da solo di forgiare figure indimenticabili. Il percorso invita così il visitatore a riscoprire questa dimensione narrativa del cappello, spesso sottovalutata, che va ben oltre il suo semplice status di accessorio.
Fedele allo spirito di Le19M, la mostra non si limita a mostrare: propone anche di fare. Laboratori pratici e momenti di scambio permetteranno a tutti i pubblici, piccoli e grandi, di iniziarsi ai gesti della cappelleria, di manipolare materiali e strumenti, e di misurare concretamente l’esigenza richiesta dalla realizzazione di un cappello degno di questo nome.
Scegliendo di dedicare un’intera mostra a questo mestiere discreto, Le19M ricorda un’evidenza troppo spesso dimenticata: dietro ogni pezzo iconico indossato su una passerella si nasconde un artigianato di un’esigenza estrema, la cui sopravvivenza dipende direttamente dalla capacità delle maison di renderlo visibile, desiderabile e trasmissibile.




© Maison Michel ©le19M – Photo Alix Marnat
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