Nel 2012, la Manifattura di Le Sentier correva un rischio tranquillo: dedicare un’intera linea meccanica al polso femminile, senza concepirla come la versione ridotta di un orologio da uomo. Due nuovi modelli, un Rendez-Vous Jewellery Night & Day in edizione riservata e un Rendez-Vous Hour-Minute essenziale, prolungano oggi questo gesto fondatore, senza mai alzare la voce.
Quattordici anni fa, l’orologeria meccanica destinata alle donne si riduceva, nella maggior parte delle maison, a un esercizio di miniaturizzazione: si prendeva un movimento pensato per un polso maschile, lo si incastonava, lo si adornava, e la questione era chiusa. Jaeger-LeCoultre ha scelto un’altra strada lanciando, nel 2012, la collezione Rendez-Vous. L’idea non era decorare un orologio da uomo, ma concepire, fin dal disegno del movimento, un pezzo che parli insieme di eleganza, di raffinatezza tecnica e di bellezza, senza gerarchia tra le tre. Quattordici anni dopo, due nuove creazioni riaffermano questo principio fondatore: il Rendez-Vous Jewellery Night & Day e il Rendez-Vous Hour-Minute.
Il primo colpisce per la sua rarità dichiarata: soli dieci esemplari. La cassa in platino da 34 millimetri accoglie un quadrante che si sviluppa su più livelli, dipinto a mano con la tecnica della miniatura, una disciplina che la Manifattura riserva di solito ai suoi pezzi più riservati. Quarantotto diamanti taglio baguette bordano la cassa senza mai schiacciare il motivo dipinto, che dà alla complicazione Night & Day una lettura quasi pittorica del giorno e della notte. Qui ci si trova meno davanti a un orologio ornato che a un oggetto in cui orologeria e pittura negoziano in parti uguali.

La seconda creazione prende il contropiede di questa rarità con un gesto di sottrazione. Con i suoi 29 millimetri, proposto in acciaio o in oro rosa, il Rendez-Vous Hour-Minute ha uno spessore di soli 7,47 millimetri, il che ne fa uno degli orologi più sottili dell’intera collezione. Lunetta liscia, fondello inciso, bracciale morbido in metallo coordinato o cinturino in alligatore satinato: ogni dettaglio è pensato per scomparire al polso piuttosto che imporvisi. Il contrasto tra i due modelli, l’uno esuberante e riservato, l’altro minimale e indossato ogni giorno, disegna abbastanza bene l’estensione del territorio che la collezione si concede fin dal lancio.

Questo territorio non è nato dal nulla. Jaeger-LeCoultre ricorda volentieri di creare da sempre pezzi pensati tanto per mani maschili quanto femminili, e che Rendez-Vous si inscrive nella continuità di questo doppio destinatario piuttosto che in una logica di gamma derivata. Le due novità sono del resto le vetrine dell’atelier Métiers Rares della Manifattura, dove decorazioni complesse e finiture manuali si praticano ancora alla scala dell’artigiano anziché a quella della serie. Una pubblicità del 1937, ripresa per l’occasione, mostra che il rapporto della Maison con la sua clientela femminile non è di ieri; ha semplicemente cambiato vocabolario.
Resta una domanda, più ampia di questi due orologi: in un’industria orologiera che moltiplica le riedizioni e i formati spettacolari, è forse nella fedeltà discreta a un’idea, quella di una femminilità che non ha bisogno né di essere miniaturizzata né di essere teatralizzata, che risiede la vera avanguardia.

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