Homme Plissé Issey Miyake mette in dialogo il plissé e le carte ritagliate di Matisse

by PASCAL IAKOVOU
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La Tate Modern di Londra ospita la seconda edizione di Open Studio, il format itinerante con cui Homme Plissé Issey Miyake incontra comunità locali e scene creative in tutto il mondo. Questa volta, la Maison ha scelto di dialogare con uno dei gesti più celebri della storia dell’arte moderna: le carte ritagliate di Henri Matisse.

La capsule presentata per l’occasione, intitolata HOMME PLISSÉ ISSEY MIYAKE for Tate, si ispira direttamente a L’Escargot, l’opera realizzata da Matisse nel 1953 e conservata dalla Tate. È stata disponibile in esclusiva dal giorno successivo presso il Terrace Shop della Tate Modern e nel suo negozio online. Il team di design della Maison spiega di essere stato colpito, durante una visita al museo l’anno precedente, dalla vitalità e dal movimento contenuti nei ritagli colorati dell’artista, un’energia che ha avvicinato alla propria pratica di progettazione e realizzazione attorno al tessuto plissettato.

La storia de L’Escargot merita di essere ricordata per comprendere la risonanza di questa scelta. Dopo il 1948, indebolito dalla malattia e costretto a letto, Matisse non poteva più dipingere. Cominciò allora a ritagliare o strappare forme in carta dipinta a colori vivaci, che un assistente incollava poi su un foglio bianco secondo le sue precise indicazioni. L’artista descriveva questa tecnica come una forma di liberazione: «Invece di tracciare il contorno e mettere il colore all’interno, disegno direttamente nel colore». L’idea di questa composizione particolare gli sarebbe venuta disegnando una lumaca, di cui cercò poi di tradurre il movimento in una forma essenziale.

Per la presentazione londinese, HOMME PLISSÉ ISSEY MIYAKE ha scelto una cornice singolare: i Tanks, alla base del Blavatnik Building della Tate Modern, un’ampia camera cilindrica oggi dedicata alle arti performative, che un tempo serviva a stoccare petrolio quando il sito ospitava ancora la Bankside Power Station. La Maison vi ha invitato un ensemble di danza contemporanea per una performance interattiva concepita in situ, ispirata al processo creativo de L’Escargot e dispiegata per tutta la serata: un modo di prolungare, attraverso il movimento dei corpi, il dialogo tra il gesto del plissé e quello della carta ritagliata.

Questa collaborazione si inscrive nella continuità del concept Open Studio, con cui la Maison cerca da diversi anni di uscire dai suoi circuiti abituali di diffusione per incontrare pubblici e contesti inediti. Scegliendo la Tate Modern e l’opera di Matisse per la sua seconda edizione, Homme Plissé Issey Miyake afferma una continuità estetica più che una semplice operazione di comunicazione: quella che lega la fluidità del tessuto plissettato alla libertà del gesto artistico, al di là dei decenni e delle discipline.

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