H&M ha scelto il suo prossimo grande nome, e non è un dettaglio da poco: Elie Saab, couturier libanese diventato uno dei nomi più citati sui red carpet da quarant’anni, firmerà una collezione per l’insegna svedese, disponibile in boutique e online a partire dal 22 ottobre 2026. L’annuncio non mancherà di sorprendere chi associa Saab agli abiti da sera ricamati di strass più che agli scaffali accessibili del colosso del prêt-à-porter.
Il percorso del couturier spiega però piuttosto bene questo grande scarto. Formatosi a Beirut, dove si è affermato prima nell’abito da sposa prima di diventare uno dei primi membri internazionali della Chambre Syndicale de la Haute Couture parigina, Elie Saab ha costruito la propria maison su un linguaggio riconoscibile fra tutti: sfumature di colore, ricami di perline, tagli drappeggiati a mano. Firme che la collaborazione promette di trascrivere su scala di un guardaroba completo pensato per H&M e non solo per la passerella.
Il comunicato parla di abiti da sera ornati, completi scintillanti e un tailoring dai tagli netti, punteggiati da pizzo fine, paillettes sfumate e il monogramma della maison. Un pezzo in particolare attira l’attenzione: un abito verde con apertura laterale drappeggiata, che riprende un motivo che Saab ha esplorato più volte nel proprio archivio, fino alla campagna del suo profumo. La collezione si estende anche al guardaroba maschile, con pigiami di seta ricamati con il logo e abiti a doppiopetto.
«Questa collaborazione ci permette di esplorare un universo che abbiamo sempre rispettato», confida Ann-Sofie Johansson, consulente creativa di H&M, che evoca un percorso «dal maestro dell’abito da sposa beirutino fino al cuore della moda parigina». Da parte sua, il couturier insiste sul processo collaborativo: «ogni pezzo è stato creato con cura, per comporre un guardaroba completo che parli a ogni momento della vita di una donna».
La scommessa non è nuova nel principio — H&M ha costruito parte della propria identità su queste collaborazioni con maison di lusso, da Balmain a Mugler — ma lo è nella sua ambizione. Portare in strada un’estetica costruita così tanto attorno alla rarità e al gesto manuale pone, come ogni volta, la stessa domanda: cosa resta di una firma di couturier una volta trasposta su scala industriale? Il lancio, previsto in una selezione di mercati del Golfo e in Egitto prima di un’estensione online, lascerà a ciascuno l’occasione di farsi un’idea propria.
Resta il fatto che la scelta del nome dice qualcosa del momento che attraversa il prêt-à-porter: un desiderio dichiarato di reintrodurre il glamour di un’altra epoca in guardaroba pensati per andare veloci. Tra Beirut e la grande distribuzione svedese, Elie Saab tenta la scommessa di un romanticismo che potrebbe reggersi su una gruccia di grande magazzino.

















































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