Juliette Has a Gun celebra i vent’anni riunendo tutti i suoi capitoli

by PASCAL IAKOVOU
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Per i suoi due decenni, la maison di profumi fondata da Romano Ricci presenta un cofanetto da collezione limitato a 999 esemplari, che riunisce venti miniature delle sue creazioni più significative.

Vent’anni sono l’età in cui una maison di profumi può voltarsi a guardare il proprio passato oppure continuare ad avanzare senza soffermarvisi. Juliette Has a Gun sceglie di fare entrambe le cose insieme: il cofanetto «20 Years of Audacity», limitato a 999 esemplari, riunisce venti miniature tra le creazioni più emblematiche della maison, come altrettanti capitoli di una stessa storia — un modo di celebrare senza irrigidire, di ricordare senza rinchiudersi.

Tutto comincia nel 2006, quando Romano Ricci lancia il marchio con un’ambizione precisa: non limitarsi a creare una nuova maison di profumi, ma riscrivere alcune delle sue regole, mettendo la donna, in tutta la sua diversità, al centro del discorso. Due decenni dopo, Juliette Has a Gun occupa un territorio singolare, tra alta moda e impertinenza, tra sensualità dichiarata e spirito di libertà — un equilibrio che deve tanto alla padronanza olfattiva quanto a uno storytelling mai avaro di carattere, e che ha permesso alla maison di distinguersi in un mercato della profumeria di nicchia pur saturo di proposte.

È proprio qui, infatti, che risiede la singolarità della maison: ogni creazione funziona come un ritratto di donna, un modo di interrogare, flacone dopo flacone, che cosa significhi essere donna oggi. Questa domanda, lungi dall’essere un semplice argomento di marketing, struttura davvero lo sviluppo olfattivo del marchio fin dagli inizi, e ogni nuova uscita aggiunge una sfumatura in più a questo ritratto collettivo anziché contraddirlo.

Il cofanetto celebrativo non fa che rendere visibile ciò che esisteva già in filigrana — una collezione di venti stati d’animo, venti racconti che, messi uno dopo l’altro, disegnano un guardaroba olfattivo coerente anziché una successione di lanci scollegati tra loro. È forse questo l’insegnamento principale di questo oggetto da collezione: a differenza di molte maison che moltiplicano le estensioni di gamma senza grande coerenza, Juliette Has a Gun sembra aver costruito, senza necessariamente formularlo così all’inizio, una vera collezione nel senso museale del termine.

Neppure l’edizione limitata a 999 esemplari è un dettaglio trascurabile: inscrive questo cofanetto in una logica di collezione anziché in quella di un semplice prodotto celebrativo destinato a un’ampia diffusione. Questa scelta della rarità, controcorrente rispetto alle strategie di volume spesso privilegiate per questo tipo di celebrazione, conferma la volontà della maison di trattare i suoi vent’anni come un oggetto patrimoniale anziché come una semplice operazione commerciale stagionale.

Riunire venti miniature in un unico scrigno significa anche offrire al pubblico un accesso inedito a creazioni diventate a volte difficili da trovare nel loro formato originale, trasformando così il cofanetto in una sorta di retrospettiva portatile. Per i collezionisti del marchio è anche l’occasione di completare una collezione personale senza dover moltiplicare gli acquisti di flaconi a grandezza naturale.

Disponibile dal 25 settembre 2026 al prezzo di 450 euro, questo cofanetto non è tanto un traguardo quanto un modo, per la maison, di ricordare da dove viene prima di annunciare, senza dirlo del tutto, che il capitolo successivo resta sempre il più atteso — fedele in questo allo spirito che animava già Romano Ricci quando fondò il marchio, vent’anni prima.

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