La corona Boucheron di Notre-Dame, un oggetto di memoria

by PASCAL IAKOVOU
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Una corona di alta gioielleria non è sempre destinata a una vetrina. Quella della Vergine d’argento di Notre-Dame de Paris appartiene alla storia di un luogo di culto, delle sue immagini e dei loro spostamenti. Boucheron indica di aver realizzato questo pezzo tra il 1923 e il 1929 e di averlo restaurato nei propri atelier nel 2016.

Secondo la maison, la corona ha attraversato l’incendio della cattedrale del 15 aprile 2019. Il suo ritorno alla vista del pubblico riunisce dunque più temporalità: la commissione originaria, il lavoro di conservazione e la memoria recente del monumento. L’oggetto non racconta soltanto il savoir-faire del suo autore; ricorda che il valore di un pezzo risiede anche nelle cure che ne consentono la trasmissione.

Il restauro è qui un gesto editoriale nel senso materiale del termine. Mantiene leggibile un’opera concepita per un uso e un contesto precisi. Il dettaglio tecnico degli interventi del 2016 non è documentato negli elementi disponibili; sarebbe abusivo dedurne i procedimenti impiegati.

Ciò che la corona rende tangibile, invece, è l’incontro tra una maison di gioielleria e un patrimonio vivo. Invita a guardare la creazione oltre la data di completamento, nell’attenzione prolungata che le viene dedicata.

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