La Fondation Cartier riapre la sua libreria in rue de Rivoli prima de «Il tempo dei raccolti»

by PASCAL IAKOVOU
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Ancor prima che vengano appese le prime opere di Ibrahim Mahama, è uno scaffale di libri a riaprire le sue porte. La libreria della Fondation Cartier, visibile dalla rue de Rivoli, torna ad accogliere il pubblico a partire dal 22 settembre 2026, mentre i team dell’istituzione completano l’allestimento della mostra Il tempo dei raccolti, presentata dal 22 ottobre 2026 al 28 febbraio 2027.

Su 130 metri quadrati, questo spazio non è mai stato concepito come un semplice punto vendita. Vuole riflettere lo spirito dell’istituzione come luogo d’arte e di cultura, con le edizioni della Fondation Cartier in posizione centrale: cataloghi di mostre, libri d’arte, album, fino ai quaderni da colorare e alle edizioni limitate ideate con gli artisti esposti. Opere classificate per medium o disciplina completano questa offerta, accanto a un’ampia gamma di prodotti derivati concepiti come prolungamenti della programmazione piuttosto che come semplici prodotti civetta.

Questa logica di prolungamento si ritrova anche nella disposizione del luogo. L’offerta evolve al ritmo della programmazione, attraverso selezioni tematiche concepite come estensioni delle mostre e dei progetti in corso piuttosto che come un semplice scaffale derivato. La libreria si riorganizza di conseguenza grazie a un sistema di mobili modulari creati appositamente per il luogo da Jean Nouvel Design — un modo di far dialogare contenitore e contenuto, fin nella scelta dell’arredamento.

Al di là della vendita, il luogo vuole essere anche uno spazio di passaggio: la libreria ospiterà letture, incontri e sessioni di firmacopie legate alle mostre in corso o all’attualità del mondo editoriale, rafforzando la sua vocazione di luogo di scambio quanto di scoperta. Un modo, per la Fondation, di moltiplicare i punti d’accesso alla propria programmazione, al di là delle sole pareti espositive.

Appuntamento al 2, place du Palais-Royal, dal martedì alla domenica tra le 11 e le 19. Puntando sulla libreria come primo gesto prima della mostra stessa, la Fondation Cartier ricorda un’evidenza troppo spesso dimenticata: la mediazione attorno a un’opera comincia talvolta ancor prima che questa venga appesa.

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