Quando il codice entra nel movimento

by PASCAL IAKOVOU
0 comments

Sette orologi, nessuno in vendita. Per una commissione privata destinata a OpenAI, Vanguart trasforma il suo Orb Flying Tourbillon in supporto di un linguaggio raramente iscritto nell’alta orologeria: codice Python, vocabolario dello scaling e una formula attribuita a Sam Altman. L’interesse del progetto risiede meno nel logo che nel modo in cui una manifattura di trentatré persone ha dedicato quasi un terzo del proprio team a tradurre una cultura tecnologica in un oggetto meccanico di trecentonovantacinque componenti.

La serie è stata commissionata da Sam Altman e prodotta in sette esemplari numerati, ciascuno destinato a un membro selezionato di OpenAI. Non è commercializzata. La base resta l’Orb, modello lanciato nel 2024 dopo tre anni di sviluppo da parte di Vanguart, manifattura indipendente con sede a La Chaux-de-Fonds.

Il movimento conserva la propria architettura: tourbillon volante automatico alle ore sei, bariletto alle ore dodici e massa oscillante orbitale. Dalla corona, un selettore consente di passare dalla carica automatica alla carica manuale; in questa seconda modalità, la massa oscillante si blocca. Il movimento e la cassa sono realizzati in titanio grado cinque. La cassa misura quarantuno millimetri per 10,5 millimetri di spessore. Il calibro riunisce trecentonovantacinque componenti e trentacinque rubini, batte a 21.600 alternanze all’ora, ossia tre hertz, e offre sessanta ore di riserva di carica.

È su questa architettura che la commissione OpenAI aggiunge i propri segni. Il logo dell’azienda compare sul coperchio del bariletto. Attorno al rotore è incisa la formula «Compute is destiny», attribuita a Sam Altman. La parola «Scaling» occupa il pulsante della corona. Sul retro, una riga di codice Python — if AGI.aligned: deploy() — è stata proposta da Axel Leuenberger, CEO di Vanguart. Ogni pezzo reca inoltre la dicitura «Limited OpenAI».

Presi separatamente, questi dettagli potrebbero apparire come semplice co-branding. Il loro accumularsi racconta però altro: un tentativo di iscrivere nella materia meccanica alcuni dei concetti che oggi strutturano la cultura dell’intelligenza artificiale. Mehmet Koruturk, presidente e cofondatore di Vanguart, indica che quasi un terzo dei trentatré dipendenti della manifattura ha lavorato al progetto. «Integriamo sistematicamente dettagli sottili, riservati a chi sa dove guardare», spiega.

Questa sproporzione tra sette esemplari e l’energia mobilitata costituisce probabilmente il fatto più interessante. Vanguart ha prodotto meno di duecento orologi dalla sua fondazione nel 2017. La serie OpenAI non ha dunque nulla di un esercizio di volume. Funziona come un prototipo culturale: un oggetto estremamente tradizionale nel proprio modo di fabbricazione che accoglie il linguaggio di un’industria fondata sulla potenza di calcolo, il software e la scala.

Axel Leuenberger riassume questa intenzione spiegando che l’architettura dell’Orb permette «di integrare nuovi significati preservando al contempo la propria identità». È esattamente lì che il progetto va oltre la personalizzazione. La meccanica resta invariata; sono i segni a spostarsi. L’orologeria non cerca di imitare l’intelligenza artificiale, ma di darle una forma materiale e duratura.

Tra qualche anno, questi sette esemplari saranno forse meno interessanti per ciò che dicono della tecnologia che per ciò che avranno catturato di un momento preciso: quello in cui il vocabolario dell’IA cominciava a produrre i propri simboli di potere, persino negli oggetti più lenti da fabbricare.

Cette publication est également disponible en : English (Inglese) Français (Francese) Deutsch (Tedesco) Español (Spagnolo) العربية (Arabo) 简体中文 (Cinese semplificato) 日本語 (Giapponese) Русский (Russo) Ελληνικά (Greco)

LUXSURE LETTER

Le luxe, sélectionné plutôt que subi.

Recevez notre sélection éditoriale consacrée aux Maisons, aux idées et aux mutations qui façonnent le luxe contemporain.

RECEVOIR LUXSURE LETTER → DÉCOUVRIR LE MAGAZINE →

Related Articles