Fotografata da Jet Swan durante la presentazione della collezione al Palais d’Iéna, la campagna Autunno-Inverno 2026 di Y-3 affida la propria immagine a uno skater anziché a un modello. Una scelta che dice più sulla linea di quanto potrebbe dire una sfilata.
Un habitué anziché un volto
Mark Gonzales non è un nuovo arrivato per Y-3. Il marchio lo presenta come un amico di lunga data della linea fondata nel 2002 da Yohji Yamamoto e adidas, e non come una firma occasionale di stagione. Questo status cambia la natura dell’immagine: la campagna non cerca di far scoprire un volto, ma prolunga un rapporto già consolidato tra uno skater diventato figura culturale e una maison che ha costruito il proprio guardaroba sull’ibridazione tra tailoring giapponese ed equipaggiamento sportivo.
Uno scenario che contraddice il soggetto
La scelta del luogo dello scatto merita attenzione: il Palais d’Iéna, sede del Consiglio economico, sociale e ambientale, un edificio firmato Auguste Perret la cui architettura in cemento e la rotonda classica non hanno nulla di uno skatepark. Fotografando Gonzales in questa cornice istituzionale anziché per strada, Y-3 sposta la lettura della collezione: i capi non sono più mostrati come una divisa di strada, ma come un guardaroba capace di attraversare un luogo di potere senza prenderne in prestito i codici.
Uno sguardo fotografico deliberatamente grezzo
Anche la scelta del fotografo Jet Swan non è neutra. Il suo lavoro, più vicino al documento che alla messa in scena pubblicitaria, inquadra Gonzales in pose non coreografate, lontano dal consueto sorriso commerciale delle campagne di prêt-à-porter. Questa scelta serve la stessa idea dello scenario: mostrare un individuo anziché un modello, una presenza anziché una posa.
Cosa indossano le immagini
La selezione dei capi conferma questo spostamento. Il pullover in maglia con orli sfrangiati e bande Three Stripes allungate, il giubbotto biker in pelle ornato da un motivo dell’artista Chito, il pantalone largo in lana con motivo urbano e una selezione di capi in denim compongono un guardaroba che alterna silhouette strutturate e tagli rilassati. Sul fronte calzature, la Diagonal Stan Smith, la Tokyo Warped e la Nisi High confermano che la linea continua a rielaborare il proprio archivio — la Stan Smith in testa — anziché moltiplicare nuovi modelli.
La presenza del lavoro di Chito, artista noto per un vocabolario grafico vicino al tag e al vandalismo dichiarato, su un giubbotto in pelle realizzato con il rigore di un capo sartoriale, riassume piuttosto bene la proposta di Y-3: far convivere due linguaggi che, in teoria, si escludono a vicenda. Dalla sua creazione nel 2002, la collaborazione tra Yohji Yamamoto e adidas non ha mai rinunciato a questo esercizio di equilibrismo tra sportswear e capo di moda. Ventiquattro anni dopo, affidare un’intera campagna a uno skater anziché a un modello di moda non è un’anomalia, ma un richiamo alle origini della linea.
La campagna viene lanciata il 15 luglio, senza sfilata associata ad accompagnarla. Resta da vedere se il guardaroba manterrà, per strada, la stessa tensione che mostra davanti alla rotonda del Palais d’Iéna.














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