Dal 2018, Moncler e Fragment si ritrovano regolarmente intorno alla stessa idea: che l’abito possa raccontare un percorso anziché esibire un logo. Per questa nuova collaborazione, Hiroshi Fujiwara torna al sukajan giapponese che lo ha formato e lo fa viaggiare fino alle montagne italiane dove è nato Moncler.
Nel guardaroba maschile giapponese del dopoguerra esiste un capo la cui storia dice già molto: il sukajan, o souvenir jacket, la giacca ricamata che i soldati americani di stanza a Yokosuka riportavano a casa come oggetto-memoria, coperta di draghi, tigri o mappe del Giappone. Hiroshi Fujiwara, stilista e figura tutelare dello streetwear giapponese, ne ha fatto da tempo una firma personale. Per questa nuova collaborazione con Moncler, l’ottava dal 2018, sceglie proprio quel capo come punto di partenza e lo fa dialogare con i codici varsity americani che ha sempre portato dentro di sé.
Il risultato prende la forma di una giacca reversibile, decorata da un ricamo minuzioso che traccia un itinerario dal Giappone all’Italia. Il gesto è semplice ma denso di significato: anziché illustrare una stagione o un tema, il capo cartografa letteralmente la relazione tra le due maison, tra l’arcipelago in cui Fujiwara ha costruito il proprio vocabolario e le Alpi dove Moncler è nato nel 1952. Riservata a una selezione di boutique in Giappone e a Milano, funziona come oggetto di trasmissione più che come semplice capo di collezione.
Intorno a questo pezzo centrale si organizza una collezione pensata come transizione dall’agitazione urbana all’altitudine. La campagna, con Fujiwara stesso come protagonista, lo mostra nella giacca varsity su uno sfondo bianco essenziale, talvolta accompagnato da un cane che riprende il motivo «puppy» disseminato nella collezione. Una cabina della funivia dalle linee pulite scandisce le immagini come una soglia tra due mondi: la città da cui liberarsi e la montagna da cui Moncler trae da sempre ispirazione.
Il guardaroba rimane volutamente leggero, senza imbottitura in piuma: giacche a vento, giacche camicia, capi in jersey, felpe con cappuccio e zip, t-shirt e pantaloni. Un motivo a quadri sfumato, verde profondo e nero, diventa la firma grafica di stagione su flanella di cotone spazzolato. Il logo Moncler FRGMT, disegnato con spirito graffiti, affianca ricami che rimandano a Casa Moncler, la sede milanese della maison. Novità di questa edizione, una capsule FRGMTmini ripropone in miniatura diversi capi chiave, dalla coach jacket a quadri alla felpa con cappuccio, per i più giovani.
La collaborazione arriva anche ai piedi, con un pezzo a tre voci che riunisce Moncler, Clarks Originals e Fragment intorno alla Wallabee, silhouette britannica emblematica. Moncler e Clarks Originals ne avevano già proposto una versione più tecnica all’inizio dell’anno, realizzata in suede con fodera GORE-TEX e suola Vibram Trailgrip pensata per passare senza soluzione di continuità dalla strada al sentiero. Fragment aggiunge la propria lettura in nero integrale, punteggiato da dettagli distintivi. Un oggetto ibrido, in cui l’eredità britannica della scarpa da cammino incontra l’ingegneria outdoor italiana e la precisione grafica giapponese.
A distinguere questa collaborazione dai consueti esercizi di stile tra maison di lusso e creativi ospiti è l’insistenza sul percorso anziché sulla destinazione. Il sukajan è sempre stato un capo del ritorno, cucito per conservare la traccia di un luogo che si lascia. Facendolo viaggiare di nuovo, dal Giappone all’Italia e poi nelle boutique del mondo, Fujiwara e Moncler non propongono soltanto una nuova silhouette: rimettono in scena, su un abito, il gesto stesso che lo ha inventato.
La collezione Moncler x Fragment by Hiroshi Fujiwara è disponibile da fine agosto in una selezione di boutique Moncler e su moncler.com. La Trailgrip Wallabee GTX arriva invece nella boutique Moncler Ginza e sul sito della maison dal 29 agosto, prima di una distribuzione più ampia in Giappone dal 1° settembre.
















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